L’articolo delinea il carattere umano e il profilo scientifico di Lanfranco Caretti, dando risalto all’attualità del suo insegnamento.
The article outlines the human qualities and scholarly profile of Lanfranco Caretti, emphasizing the enduring relevance of his teachings.
L’articolo discute un passo dei Memorabili di Senofonte (II 4, 6-7) sul tema dell’amicizia, richiama l’attenzione su un problema testuale e ne propone una soluzione che restituisce una particolarità sintattica largamente attestata negli scritti senofontei, il genitivo assoluto con soggetto sottinteso.
This article discusses Xen. Mem. II 4, 6–7, a passage on the theme of friendship ; it draws attention to a textual problem and proposes a new solution to it. The proposed correction restores a syntactic feature widely attested in Xenophon’s writings, the genitive absolute with an implied subject.
Il contributo ricostruisce la figura di Mario Martelli uomo, studioso e docente, soffermandosi sui tratti salienti del suo più che trentennale magistero presso l’ateneo fiorentino, caratterizzato dalla sistematica sinergia di filologia, critica e storia della letteratura.
This article reconstructs the figure of Mario Martelli as a man, scholar and teacher, focusing on the salient features of his more than thirty-year tenure at the University of Florence, characterized by the systematic synergy of philology, criticism and literary history.
Questo articolo propone un’analisi del personaggio di Capaneo all’interno della Tebaide di Stazio. In particolare saranno discussi i possibili influssi del De rerum natura di Lucrezio; il rapporto tra Capaneo e Meneceo nel decimo libro, anche in relazione al sistema dei personaggi della Tebaide; infine si cercherà di definire l’atteggiamento di Stazio come voce poetica nei confronti del personaggio di Capaneo.
This paper proposes an analysis of the character of Capaneus within Statius’ Thebaid. In particular the essay focuses on the possible echoes of Lucretius' De rerum natura; the relationship between Capaneus and Meneceus in Book 10 and finally, an attempt will be made to define the attitude of Statius as a narrator toward the character of Capaneus.
L'autore ha rintracciato nei manoscritti Lat. 11919 e Fr. 17678 della Bibliothèque Nationale de France nove comunicazioni autografe di Raffaele Fabretti (1620-1700) a Jean de Mabillon (1632-1707), tra le quali due lettere, un 'mémoire' contenente la risposta ad alcuni quesiti di Mabillon sul popolamento delle catacombe, due estratti dal manoscritto della silloge epigrafica di Fabretti, stampata nel 1699, e alcuni biglietti contenenti disegni di iscrizioni e altre notizie di argomento epigrafico, in parte riversate da Mabillon nell'Iter Italicum (1687). Dal dossier si ricava una messe di informazioni sulle prime fasi redazionali della silloge di Fabretti, la sua collaborazione transazionale con Mabillon, e i reciproci malintesi che sarebbero sfociati alla fine in aperta controversia sulla questione delle pratiche funerarie dei primi cristiani.
The author found nine handwritten communications from Raffaele Fabretti to Jean de Mabillon in manuscripts Lat. 11919 and Fr. 17678 of the Bibliothèque Nationale de France, including two letters, a «mémoire» containing the answer to some questions from Mabillon on the population of the catacombs, two excerpts from Fabretti's epigraphic sylloge, printed in 1699, and several notes containing drawings of inscriptions and other epigraphic information, some of which were incorporated by Mabillon into his Iter Italicum (1687). This dossier provides welcome insight into the early redactional stages of Fabretti's sylloge, his transactional working relationship with Mabillon, and the mutual misunderstandings that were eventually to blow up into a very public confrontation on the matter of the burial practices of ancient Christians.
Nei primi decenni del Settecento, tra Firenze e Roma, si assiste ad un’importate evoluzione dei criteri espositivi delle opere d’arte antica che coinvolgono anche le iscrizioni. Se in un primo tempo, a Firenze, in Galleria e nel cortile Riccardi, prevalgono gli assemblaggi concepiti secondo criteri estetici influenzati da modelli palaziali o chiesastici, nella Roma degli anni 1730-1740 le messinscene epigrafiche si adeguano alle esigenze classificatorie espresse dagli antiquari nelle loro opere a stampa.
In the early decades of the 18th century, between Florence and Rome, there was an important evolution in the criteria for exhibiting ancient works of art, which also involved inscriptions. While initially, in Florence, in the Gallery and in the Riccardi courtyard, assemblages conceived according to aesthetic criteria influenced by palatial or ecclesiastical models prevailed, in Rome in the 1730s and 1740s, epigraphic displays were adapted to the classification requirements expressed by antiquarians in their printed works.