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Il contributo, che si inserisce in una ricerca più ampia sulle marche diasistematiche nella lessicografia italiana otto-novecentesca, intende proporre un primo studio sull’uso in particolare di marche di tipo diafasico/diastratico nella quinta impressione del Vocabolario della Crusca. Questo tratto microstrutturale può essere infatti foriero di informazioni e indicazioni importanti sia per collocare, anche storicamente, una parola, una sua accezione o una locuzione nel suo appropriato livello di varietà della lingua, sia anche per approfondire la conoscenza delle idee linguistiche che sono alla base di un’opera lessicografica.


The essay, which is part of a broader research on diasystematic labels in 19th-20th century Italian lexicography, intends to propose an initial study on the use of diaphasic/diastratic labels in the fifth edition of the Vocabolario della Crusca. This microstructural trait can in fact offer important information and indications both for placing, also from a historical point of view, a word, its meaning or a locution in its appropriate level of linguistic variation, and also for getting to know the linguistic ideas behind a certain lexicographic work.


Lo studio presenta le prime ricerche a cui è giunto il gruppo di ricerca dell’Università di Firenze dello «Spoke 4» del Partenariato Esteso 5 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PE5 PNRR), in merito alla tematica «Cultura umanistica e patrimonio culturale come laboratori di innovazione e creatività». Dopo una breve introduzione, l’articolo si concentra sul problema delle didascalie nei musei e discute le indicazioni linguistiche offerte dalle linee guida oggi presenti in materia di allestimento di didascalie e pannelli esplicative nei musei. Successivamente, si riportano alcuni esempi pratici di didascalie di approfondimento per le sale del nascente MUNDI, ossia il Museo Nazionale dell’Italiano. Per ciascuna didascalia sono state realizzate tre diverse versioni pensate per tre tipologie di visitatori (persone con disabilità intellettive e difficoltà di lettura; studenti delle scuole secondarie di primo grado; studenti universitari di diversi corsi di laurea). Chiude l’articolo un approfondimento sui glossari aumentati.

 

The study presents the initial findings of the University of Florence research group «Spoke 4» of the Extended Partnership 5 of the National Recovery and Resilience Plan (PE5 PNRR) on the topic of «Humanistic culture and cultural heritage as laboratories of innovation and creativity». After a brief introduction, the article focuses on the issue of captions in museums and discusses the linguistic guidelines currently in place for the preparation of captions and panels in museums. Subsequently, some examples of captions for the rooms of the nascent MUNDI, the National Museum of Italian Language, are provided. Three different versions of each caption have been created for three types of visitors (people with intellectual disabilities and reading difficulties; secondary school students; university students from different degree courses). The article concludes with an in-depth look at augmented glossaries.


L’articolo prende le mosse da una delle principali criticità che rendono piuttosto lenta e complessa l’informatizzazione delle risorse lessicali e lessicografiche: il mark-up manuale in XML-TEI. Accanto agli indubbi vantaggi offerti dalle versioni elettroniche – in primis l’accessibilità e la valorizzazione delle risorse – la conversione dei dizionari di seconda generazione (specialmente quelli di secondo livello, che prevedono l’informatizzazione del testo e della sua struttura) si rivela spesso onerosa in termini di tempo e risorse.

A partire da questa premessa, la ricerca propone un approccio sperimentale che prevede l’impiego dell’intelligenza artificiale – nello specifico ChatGPT – per marcare i testi in XML-TEI in modo semiautomatico: dopo una fase preliminare di formalizzazione del testo (il cosiddetto file pre-markup), orientata all’individuazione di pattern ricorrenti, il modello viene guidato attraverso istruzioni mirate per generare file .xml conformi alle linee guida TEI, con l’obiettivo di ottenere risultati di livello medio-alto pur riducendo significativamente i tempi di lavorazione, e favorire così la sostenibilità di progetti di lessicografia elettronica su larga scala.

 

This paper starts from one of the main critical issues that slow down and complicate the computerizing lexical and lexicographic resources: manual XML-TEI markup. Alongside the undeniable advantages offered by electronic versions – notably in terms of accessibility and resources enhancement – the conversion of retro-digitized dictionaries (especially second-level dictionaries, which involve the digital encoding of both the text and its internal structure) often proves time-consuming and resource-intensive.

Building on this premise, the study proposes an experimental approach involving the use of artificial intelligence – specifically ChatGPT – to perform semi-automatic XML-TEI markup. Following a preliminary phase of text formalization (the so-called pre-markup file), aimed at identifying recurring structural patterns, the model is guided through targeted instructions to generate .xml files compliant with TEI guidelines. The ultimate goal is to produce medium-to-high quality outputs while significantly reducing processing time, thereby promoting the sustainability of large-scale electronic lexicography projects.


Il contributo prende in esame l’attuale stato dell’arte nella gestione delle banche dati aperte per la provenienza e la citabilità: vengono proposti il DOI e il servizio Crossmark come possibili chiavi di volta ad un corretto approccio al problema del versioning (o storicizzazione dei dati); ovvero la corretta gestione, conservazione, tracciabilità, disseminazione dei prodotti della ricerca scientifica, come pure il riconoscimento di tutte le autorialità intervenute nel tempo. Dopo una rassegna delle differenze tra le edizioni digitali, tendenzialmente statiche, e le banche dati, ontologicamente dinamiche, viene proposto un innovativo modo di ripensare il DOI: non solo identificatore persistente di un oggetto fisso, bensì nodo di una fitta rete di relazioni. Seguono alcuni casi di studio e alcune linee guida volte a stabilire un primo standard nella gestione del versioning all’interno del mondo delle Digital Humanities.


This contribution examines current approaches to the management of open databases with respect to provenance and citability. It proposes DOIs and the Crossmark service as key tools for addressing versioning challenges, including the management, preservation, traceability, and dissemination of research outputs. By contrasting relatively static digital editions with inherently dynamic databases, the paper reconceptualizes the DOI not merely as a persistent identifier, but as a relational node. The contribution concludes with selected case studies and preliminary guidelines for versioning management in the field of Digital Humanities.


Si analizzano cronologicamente i suoi più importanti contributi alla letteratura italiana, saggi e articoli da Dante a Ungaretti, passando attraverso Leopardi e Manzoni.

 

The most important contributions to Italian literature are chronologically analyzed, essays and articles from Dante to Ungaretti, passing through Leopardi and Manzoni.


Nel mondo delle Digital Humanities (DH) i risultati prodotti sono spesso nella forma di banche dati, siti internet, blog o pubblicazioni digitali di varia forma; per gli autori è difficile ottenere il riconoscimento dei crediti e garantirne la tracciabilità. In questo articolo si descrive il sistema del DOI (utilizzato come identificatore persistente assegnato di norma a monografie e articoli scientifici per la loro identificazione e tracciabilità) proponendone l’adozione in alcuni contesti di progetti di DH per favorirne la identificazione e diffusione, attraverso anche un ampio set di metadati descrittivi.

 

In the world of Digital Humanities (DH), the results produced often take the form of databases, websites, blogs, or various digital publications. For authors, it is difficult to obtain recognition and ensure traceability of these results. This article describes the DOI system (used as a persistent identifier typically assigned to monographs and scientific articles for their identification and traceability), proposing its adoption in some DH project contexts to promote identification and dissemination, also through a wide set of descriptive metadata.


Viene ripercorsa l’intera attività scientifica di Oreste Macrí, italianista, ispanista, francesista, teorico della letteratura. Viene sottolineata la vastità della sua cultura, la ricchezza dei riferimenti letterari e filosofici presenti in ogni sua pagina critica, la generosità di alcune sue teorie (in particolare di quella delle generazioni).  Importante il ruolo da lui svolto all’interno della terza generazione poetica del Novecento: l’ermetismo, che contribuì a fondare e di cui è stato tra i maggiori studiosi. Non è trascurato neppure l’aspetto privato, il ruolo riservato alle dimore vitali, la passione per l’insegnamento, il debito forte che hanno verso di lui generazioni di allievi e studiosi.

 

This essay traces the scholarly work of Oreste Macrí, an Italianist, a Hispanist, a French scholar, and a literary theorist. It highlights the vastness of his culture, the richness of the literary and philosophical references present in every critical page, and the generosity of some of his theories (particularly that of generations). He played a significant role in the third generation of twentieth-century poetry: Hermeticism, which he helped found and of which he was a leading scholar. Nor is his private life overlooked, the importance given to living quarters, the passion for teaching, and the deep debt owed to him by generations of students and scholars.


Il fascino e l’attenzione dei portoghesi verso le culture estremo-orientali (cinese e giapponese) risale al periodo dei viaggi marittimi (XV-XVI secolo). Da lì in avanti, fino all’epoca a noi contemporanea, vari poeti portoghesi si sono ispirati a elementi estetici o filosofico-religiosi della cultura cinese o giapponese, oppure hanno tradotto in lingua portoghese poesie cinesi o giapponesi. Nel presente lavoro intendiamo illustrare le fasi più salienti della ricezione del genere poetico giapponese haiku in Portogallo e Brasile, cercando di capirne i motivi e di mettere in risalto alcuni poeti portoghesi e brasiliani che hanno rivisitato, più o meno fedelmente, lo haiku giapponese.

 

The attraction and attention of the Portuguese to the eastern cultures (Chinese and Japanese) dates back to the maritime travels period (15th-16th centuries). From then on our contemporary age, many Portuguese poets were inspired by Chinese or Japanese aesthetic or philosophical-religious elements, or else they translated Chinese or Japanese poems into Portuguese language. The following work aims to present the most important moments regarding the reception of Japanese haiku genre in Portugal and Brazil, trying to understand the reasons and highlighting some Portuguese and Brazilian poets who more or less accurately revisited Japanese haikus.


In un contesto in cui la cultura e il patrimonio culturale rivestono un'importanza fondamentale per la continuità storica e l'identità nazionale, la digitalizzazione emerge come un mezzo essenziale per la loro preservazione e promozione. Questo articolo sottolinea l'importanza della preservazione del patrimonio culturale immateriale legato alle lingue soffermandosi sul progetto di digitalizzazione delle trascrizioni delle interviste sul campo che hanno costituito la documentazione di riferimento di Manzini e Savoia (2005). Tale lavoro è previsto dal programma "Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society," finanziato dal PNRR promosso dal Ministero dell'Università e della Ricerca e dall'Unione Europea e finalizzato alla gestione sostenibile delle risorse culturali e alla promozione della diversità e ricchezza linguistica, elementi cruciali per il futuro della cultura italiana. Il progetto di digitalizzazione è parte integrante dell’attività dello Spoke 2 (Creativity and Intangible Cultural Heritage) incardinato nel Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze, e previsto dal Partenariato Esteso PE5 Cultura umanistica e patrimonio culturale come laboratori di innovazione creatività promosso dall’Ateneo fiorentino.


In a context where cultural heritage plays a fundamental role in a nation's identity and historical continuity, digitalization emerges as an essential means to preserve and promote this heritage. The present article underscores the importance of preserving intangible cultural heritage related to languages, focusing on the digitization project of field interview transcriptions that constituted the reference documentation of Manzini and Savoia (2005). This work is part of the "Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society" program, funded by the PNRR promoted by the Ministry of University and Research and the European Union. The program aims at the sustainable management of cultural resources and the promotion of diversity and linguistic richness, crucial elements for the future of Italian culture. The digitization project is an integral part of the activities of Spoke 2 (Creativity and Intangible Cultural Heritage) within the Dipartimento di Lettere e Filosofia at the University of Florence, that is provided by PE5 Humanistic culture and cultural heritage as laboratories of innovation creativity promoted by the University of Florence.