Risultati per " Bakkum 206"

Nella prima parte di questo articolo si illustrano le differenze tra due apografi secenteschi dell’iscrizione falisca Bakkum 206, cercando di trarne delle considerazioni di carattere metodologico. Il primo apografo fu realizzato da Cosimo della Rena nel 1676, mentre il secondo, che si rende qui noto alla comunità scientifica per la prima volta, da Filippo Buonarroti nel 1691. Nella seconda parte si tenta di dar conto della novità testuale apportata dalla scoperta dell’apografo di Buonarroti.

 

In the first part of this paper I show the differences between two seventeenth-century apographs of the Faliscan inscription Bakkum 206, with the aim of drawing methodological considerations. The first apograph was made by Cosimo della Rena in 1676, while the second one, which is being disclosed to the scientific community for the first time here, by Filippo Buonarroti. In the second part, I attempt to give an account of the new textual data brought about by the discovery of Buonarroti’s apograph.


L’articolo indaga il ruolo della veridicità nell’etica del discorso pubblico democratico. In primo luogo, valorizzando alcuni aspetti della ricostruzione «genealogica» proposta da Bernard Williams in Truth and Truthfulness (2002), si sviluppa un’analisi del concetto di veridicità, che risulta articolato nelle disposizioni della Sincerità e della Precisione, e se ne approfondiscono le valenze etiche. Si argomenta inoltre a sostegno dell’inclusione di un requisito di veridicità nell’etica della comunicazione pubblica politica, riprendendo criticamente alcune proposte elaborate in ambito deliberativo attraverso il richiamo a punti centrali del pensiero habermasiano. Vengono infine discusse alcune obiezioni volte a evidenziare l’indesiderabilità morale e politica di un principio di veridicità privo di qualificazioni, mostrando come un’etica del discorso pubblico sensibile alla specificità dei contesti e delle relazioni sia attrezzata ad accogliere alcuni aspetti di tali obiezioni senza rinunciare a un impegno prima facie nei confronti della veridicità.

 

In this article, I examine the role of truthfulness in the ethics of public discourse. In the first section, drawing on aspects of Bernard Williams’ genealogical reconstruction in Truth and Truthfulness (2002), I develop a conceptual analysis of truthfulness, understood as comprising the dispositions of Sincerity and Accuracy, and explore its ethical status. In the second section, I argue for the inclusion of a requirement for truthfulness in the ethics of political communication, critically engaging with deliberative proposals and key aspects of Habermas’s thought. The final section addresses objections that challenge the moral and political desirability of an unqualified principle of truthfulness. I argue that a context- and relationships-sensitive ethics of public discourse can accommodate certain concerns raised by these objections while maintaining a prima facie commitment to truthfulness.


L’articolo presenta la ricomposizione della collezione epigrafica del Cardinale Filippo Antonio Gualtieri (Gualterio, 1660-1728), personaggio di spicco dell’ambiente culturale romano della prima metà del XVIII sec. Attraverso l’esame e lo studio di un piccolo manoscritto inviato da Francesco de’ Ficoroni (1664-1747) ad Anton Francesco Gori (1691-1757) e contenuto nel codice BMF, ms. A 6 della Biblioteca Marucelliana di Firenze è stato possibile, infatti, riscoprire nella sua interezza un interessante insieme di testi iscritti provenienti quasi esclusivamente da Roma, sottolineare il ruolo di alcuni importanti personaggi del panorama antiquario del XVIII sec. nella formazione e nella successiva dispersione della raccolta e, infine, provare a dare un nome all’autore degli apografi delle carte analizzate. Completa il saggio un’appendice con le tavole analitiche relative a tutte le iscrizioni contenute nelle carte. Lo studio, nato nel quadro del PRIN 2022 “ProDEM: I manoscritti epigrafici del senatore Filippo Buonarroti alla Marucelliana: un progetto di digitalizzazone”, ha cercato di mostrare così le grandi potenzialità di ricerca che nuove indagini sul Fondo Gori della Marucelliana (di cui sono parte anche i codici del Buonarroti oggetto del PRIN) sono ancora in grado di esprimere.

 

The article presents the recomposition of the epigraphic collection of Cardinal Filippo Antonio Gualtieri (Gualterio, 1660-1728), a prominent figure in the Roman cultural environment of the first half of the 18th century. Through the examination and study of a small manuscript sent by Francesco de’ Ficoroni (1664-1747) to Anton Francesco Gori (1691-1757) and contained in the code BMF, ms. A 6 of the Biblioteca Marucelliana in Florence, it was possible to rediscover in its entirety an interesting set of inscribed texts coming almost exclusively from Rome, to underline the role of some important figures of the 18th century antiquarian environment in the formation and subsequent dispersion of the collection and, finally, to try to give a name to the author of the apographs of the papers analyzed. The essay is completed by an appendix with the analitic tables relating to all the inscriptions contained in the pages. The study, born within the framework of the PRIN 2022 “ProDEM: The epigraphic manuscripts of Senator Filippo Buonarroti at the Marucelliana: a digitization project”, thus sought to demonstrate the great research potential that new investigations on the Fondo Gori at the Marucelliana (which also includes the Buonarroti codices covered by the PRIN) are still able to express.