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Francesco de’ Ficoroni, Anton Francesco Gori e la collezione epigrafica del Cardinale Filippo Antonio Gualtieri in BMF, ms. A 6 (con Appendice analitica delle iscrizioni).

Epigrafia manoscritta: Filippo Buonarroti (1661-1733) e i suoi ambienti tra Firenze e Roma (parte 4)

 ARTICOLO SCIENTIFICO

  • Data ricezione: 29/08/2025
  • Data accettazione: 04/11/2025
  • Data pubblicazione: 23/01/2026

Abstract

L’articolo presenta la ricomposizione della collezione epigrafica del Cardinale Filippo Antonio Gualtieri (Gualterio, 1660-1728), personaggio di spicco dell’ambiente culturale romano della prima metà del XVIII sec. Attraverso l’esame e lo studio di un piccolo manoscritto inviato da Francesco de’ Ficoroni (1664-1747) ad Anton Francesco Gori (1691-1757) e contenuto nel codice BMF, ms. A 6 della Biblioteca Marucelliana di Firenze è stato possibile, infatti, riscoprire nella sua interezza un interessante insieme di testi iscritti provenienti quasi esclusivamente da Roma, sottolineare il ruolo di alcuni importanti personaggi del panorama antiquario del XVIII sec. nella formazione e nella successiva dispersione della raccolta e, infine, provare a dare un nome all’autore degli apografi delle carte analizzate. Completa il saggio un’appendice con le tavole analitiche relative a tutte le iscrizioni contenute nelle carte. Lo studio, nato nel quadro del PRIN 2022 “ProDEM: I manoscritti epigrafici del senatore Filippo Buonarroti alla Marucelliana: un progetto di digitalizzazone”, ha cercato di mostrare così le grandi potenzialità di ricerca che nuove indagini sul Fondo Gori della Marucelliana (di cui sono parte anche i codici del Buonarroti oggetto del PRIN) sono ancora in grado di esprimere.

 

The article presents the recomposition of the epigraphic collection of Cardinal Filippo Antonio Gualtieri (Gualterio, 1660-1728), a prominent figure in the Roman cultural environment of the first half of the 18th century. Through the examination and study of a small manuscript sent by Francesco de’ Ficoroni (1664-1747) to Anton Francesco Gori (1691-1757) and contained in the code BMF, ms. A 6 of the Biblioteca Marucelliana in Florence, it was possible to rediscover in its entirety an interesting set of inscribed texts coming almost exclusively from Rome, to underline the role of some important figures of the 18th century antiquarian environment in the formation and subsequent dispersion of the collection and, finally, to try to give a name to the author of the apographs of the papers analyzed. The essay is completed by an appendix with the analitic tables relating to all the inscriptions contained in the pages. The study, born within the framework of the PRIN 2022 “ProDEM: The epigraphic manuscripts of Senator Filippo Buonarroti at the Marucelliana: a digitization project”, thus sought to demonstrate the great research potential that new investigations on the Fondo Gori at the Marucelliana (which also includes the Buonarroti codices covered by the PRIN) are still able to express.


Parole chiave
Keywords

L’ideazione e l’avvio del progetto ProDEM1 ha permesso non solo di approcciare un personaggio come Filippo Buonarroti (1661-1733)2 da una prospettiva sostanzialmente inedita, e cioè quella del raccoglitore e dello studioso di iscrizioni latine mediante l’ausilio di strumenti innovativi come quello della piattaforma per l’edizione digitale dei suoi manoscritti epigrafici, ma anche di riscoprire un patrimonio documentario - le carte e i manoscritti del Fondo Gori conservati nella Biblioteca Marucelliana (e di cui i codici Buonarrotiani oggetto del nostro studio costituiscono un sottoinsieme) – ricco e variegato: si tratta infatti di oltre 250 manoscritti che contengono materiali e documenti riferibili direttamente e indirettamente ad Anton Francesco Gori (1691-1757), il grande erudito fiorentino che è stato, come si sa, uno dei punti di riferimento per gli studi antiquari in Italia e in Europa nel XVIII sec.

Considerato uno dei padri fondatori – insieme al Buonarroti, suo mentore – della moderna Etruscologia, il Gori si avvicinò tuttavia allo studio delle antichità attraverso quello delle iscrizioni latine: basterà qui ricordare il saggio dal titolo Monumentum sive columbarium libertorum et servorum Liviae Augustae et Caesarum Romae detectum in Via Appia, anno 1726, stampato nel 1727 o la pubblicazione in tre volumi, iniziata nel 1726 e conclusa nel 1747, delle Inscriptiones antiquae in Etruriae urbibus extantes.

Gli esiti delle sue ricerche sulla civiltà etrusca3 – e la fama che gliene deriverà – finiranno per mettere in ombra queste opere, ma tali studi, nonostante siano stati ormai superati da repertori ben più articolati e completi, restano tuttavia ancora per certi versi fondamentali, soprattutto per conoscere e ricostruire la storia di molte collezioni private toscane e italiane del tempo.

Tra i manoscritti che finora abbiamo esaminato nella Biblioteca Marucelliana ha catturato la nostra attenzione un codice in particolare, con segnatura A6 e dalla suggestiva indicazione sul dorso di “Sylloge inscriptionum”4, titolo verosimilmente affibbiato da Angelo Maria Bandini (1726-1803) – il bibliotecario che acquisì il Fondo Gori alla Marucelliana5 – a questa serie di carte che originariamente dovevano essere sciolte e che vennero forse riunite in un unico fascicolo per evidenti affinità di contenuto.

Si tratta infatti di un corposo dossier di oltre 500 carte contenenti appunti, apografi, segnalazioni, riflessioni su materiali epigrafici di varie epoche e di varia provenienza, per lo più da Roma e dall’area centro italica ma non solo, raccolti direttamente dal Gori o che gli giungevano da una fitta rete di corrispondenti e che dovettero servirgli in parte proprio per la preparazione delle opere appena richiamate6.

Tra i nomi dei mittenti, uno dei più ricorrenti è senz’altro quello di Francesco de’ Ficoroni, la cui presenza è costante anche in altri codici dello stesso fondo: in totale, infatti, il Ficoroni inviò al Gori più di 340 lettere nell’arco di venti anni7, e cioè tra il 1727 e il 1747, proprio quelli che servirono per l’edizione della silloge del Gori (ma potrebbero essere ancora di più perché il censimento del 2004-2005 ad opera dell’equipe dell’Università di Firenze guidata da M. G. Marzi ha riguardato soprattutto 3 volumi delle carte Gori8; altre se ne trovano in altri codici9); appunti di mano del Ficoroni si ritrovano poi sparsi anche in altre segnature e non sono poche le copie di altre note del romano che Gori trasse da scritti autografi ora irreperibili.

Nato nel 1664 a Lugnano (odierna Labico), nei pressi dell’antica Praeneste, antiquario e mercante fra i più conosciuti nella Roma di Papa Clemente XII Corsini, il nome di Ficoroni è legato soprattutto alla celeberrima cista omonima un tempo al Museo Kircheriano e ora conservata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, rinvenuta a Palestrina nel 173810. Personaggio singolare e non privo di fascino, spesso nei guai con la giustizia per i suoi commerci11 e per i quali si era guadagnato – suo malgrado, come scriveva proprio a Gori lamentandosene in una lettera datata 14 marzo 173312 – la fama di ricettatore, Ficoroni fu non solo «il principe degli antiquari», come lo definì L. A. Muratori (1672-1750)13, ma anche il protagonista di accese dispute scientifiche in materia archeologica: celebre quella che lo vide opposto a personaggi del calibro di B. de Montfaucon, l’eruditissimo padre benedettino iniziatore della paleografia greca e uno dei padri dell’antiquaria, autore di opere di cui aveva criticato le tesi, e di Paolo Alessandro Maffei, che era intervenuto in difesa del francese14. Dispute che gli procurarono soprattutto dileggio e una certa sufficienza in ambito accademico come ha ricordato anche D. Gallo in un suo importante articolo sull’ambiente antiquario romano del ‘70015.

Solo di recente la figura di Ficoroni è stata oggetto di una rivalutazione, e ricerche come quelle di R. Ridley16, che gli ha dedicato qualche anno fa un’interessante monografia, hanno permesso di mettere meglio a fuoco il contributo dell’antiquario alla storia degli studi di antichistica, e in particolare, a quelli epigrafici.

Proprio nel codice A6 abbiamo trovato diverse liste epigrafiche mandate da Ficoroni a Gori17, ma una in particolare ci è sembrata degna di nota e interessante da porre all’attenzione per questa occasione, sia per la consistenza e la varietà dei documenti, sia per le informazioni che indirettamente ci offre circa una rilevante collezione privata di antichità del XVIII sec.

Il documento, un fascicoletto di 12 fogli scritti sul recto e sul verso compresi tra le numerazioni 501r e 510v, doveva essere un allegato accluso a una missiva del Ficoroni andata perduta, o forse ancora nascosta tra i fogli di qualche altro codice del Fondo Gori.  Nel frontespizio troviamo la seguente indicazione di mano del Gori: «Inscriptiones sequentes, misit Dominus Franciscus de Ficoronius». Sul verso (Fig. 1), di mano del Ficoroni invece, un’altra annotazione che recita: «Ex hereditate Emi(nentissi)mi Gualterij, a me iam vendita. Emi mense Augusti 1738». I fogli seguenti sono occupati da 219 apografi di iscrizioni18, progressivamente numerati ma distribuiti nelle tavole senza un preciso ordine apparente. L’ultima carta contiene quello che sembra essere un abbozzo di indice onomastico di una mano diversa, forse del Ficoroni o del Gori stesso, redatto in un tipo di carta differente di quella dell’opuscolo, anche se di eguali dimensioni.

Prima di dire brevemente qualcosa su alcuni dei pezzi però, vale forse la pena soffermarsi un poco su questo Gualterio menzionato nel verso del frontespizio dell’opuscolo, dato che se ne conosce bene l’identità, e sul rapporto che intrattenne col Ficoroni.

Si tratta infatti di mons. Filippo Antonio Gualterio, o Gualtieri come più frequentemente normalizzato, nato a Fermo nel 1660 da una nobile famiglia originaria di Orvieto, creato cardinale di Santa Romana Chiesa da Papa Clemente XI nel 1706, proprietario di una celebre e vasta collezione che comprendeva parecchie antichità, opere d’arte, ma soprattutto moltissime curiosità scientifiche19.

La raccolta, già molto famosa all’epoca, è andata completamente dispersa dopo la morte del Cardinale, intervenuta nel 1728, ed è ancora per lo più sconosciuta nel suo complesso, nonostante negli ultimi tempi diversi studi abbiano cercato di far luce sulla sua consistenza.

La frequentazione di Ficoroni con il Cardinal Gualtieri è molto precoce: a ventiquattr’anni, nel 1688, l’antiquario romano trattò per il prelato l’acquisto di 40 dei celebri vasi etruschi – in realtà italioti e apuli – della collezione Valletta di Napoli20 (oggi ai Musei Vaticani), così celebri da essere riprodotti anche in alcune tavole de L'Antiquité expliquée et représentée en figures di B. de Montfaucon21 e nella seconda edizione del De Etruria Regali di Th. Dempster curata da Buonarroti22.

Da questo momento in poi i rapporti fra i due furono sempre più stretti e il romano si convertirà nell’antiquario di fiducia che il Gualtieri visiterà spesso per gli acquisti per la sua collezione23, finanziando così con le sue compere indirettamente gli scavi dell’antiquario/archeologo e arrivando a proteggerlo e a toglierlo dai guai in diverse occasioni, come quando nel 1713 intercedette per la sua scarcerazione a Napoli, dove era stato rinchiuso per la pubblicazione di un libro «che aveva scatenato le ire del cav. Maffei e di mons. Fontanini»24.

Nel 1717 il Gualtieri fu nominato protettore di Inghilterra e d’Irlanda a Roma e fu forse questo un altro momento importante per le relazioni tra i due: probabilmente anche grazie a questo prestigioso incarico del Cardinale, infatti, il Ficoroni potè aver accesso a una selezionata clientela inglese che rifornirà costantemente di antichità fino agli ultimi anni della sua attività25. Dunque l’annotazione nel verso del frontespizio ci fornisce già una serie di informazioni interessanti che possono essere ulteriormente arricchite: intanto l’espressione «a me iam vendita» indica chiaramente che le iscrizioni che seguono furono vendute al Gualtieri dal Ficoroni e poi, successivamente, da questi ricomprate dagli eredi del Cardinale26.

Attraverso un brano di una lettera conservata nel ms. B VII 11 della Biblioteca Marucelliana inviata dall’antiquario a Gori e datata 21 aprile 1736 sappiamo che la rivendita a Ficoroni delle iscrizioni dopo la morte del prelato avvenne però attraverso un altro mercante. Scrive infatti lo stesso Ficoroni27:

«Questo Sig.r Filippo Barazzi mercante spese circa tremila scudi dall’Eredità Gualtieri, e da lui a diversi furon rivenduti li scarabei suddetti. Rivendè a Nostro Sig.re per la Biblioteca Vaticana la raccolta delli Vasi Etruschi figurati. Gli restano l’Idoli e fig[ur]e di metallo; circa 200 lapide scritte che l’altro ieri mi offerì, ma non posso caricarmene. Ha ancora circa 22 Urnette, e Urne figurate Etrusche; Ma credo, che fossero fatte delineare per il P. de Montfaucon».

La raccolta epigrafica del Cardinale in casa del Barazzi28 a via Bocca di Leone29, nei pressi di piazza di Spagna, aveva presto attirato l’attenzione di altri eruditi, interessati soprattutto a conoscere il contenuto dei testi.

È il caso per esempio dell’abate Giovanni Giuseppe Ramaggini (?-1779 ca.), già segnalato da E. Fileri30. Corrispondente romano (e nipote?) di Muratori, il Ramaggini cercò più volte di poter avere le trascrizioni dei testi per inviarle all’illustre parente perché le potesse includere nel suo Thesaurus allora in allestimento, incontrando però non poche difficoltà, come si evince da un passaggio di una sua lettera datata 4 gennaio 173831:

«In primo luogo sarà difficile ottenere dal Barazzi la copia delle iscrizioni, per esser troppo dedito ai propri negozi. Comprò egli il Museo Gualtieri, ma solo per guadagnarvi ed infatti allorché abitava dirimpetto al Collegio Romano poteva ciascuno andare ad osservare la raccolta di cose antiche ed il Papa (seppur non esso) comperò da lui i vasi etruschi che poi collocò nella Biblioteca Vaticana, tuttavia se ci riuscisse per mezzo di qualche inglese non sarebbe poco».

Ancora a fine febbraio dello stesso anno la situazione non pareva essere molto diversa a giudicare da queste righe di un'altra missiva32:

«Spero che al fine potranno esser in nostra mano le iscrizioni di Barazzi, perché al sig Bernini sono state promesse da un anno da questo Barazzi, il quale ci assicurò che avrebbe fatte le diligenze possibili per averle».

Dopo qualche insistenza, il Ramaggini dovette riuscire però finalmente a vedere la raccolta. Scrive infatti il 19 aprile 173833:

«Fui col signor abate Bernini ed un altro che c'introdusse da Barazzi. Le iscrizioni sono 220 in circa ma non di molta considerazione. La copia di esse è molto imperfetta non tanto pel carattere non imitato, che sarebbe poco male, quanto per le scorrezioni. Al farle copiare non diede molto orecchio solo parlando di vendita. Ci disse però che aveva intenzione di venderle tutte insieme e perciò che ora trattava col sig. Ficoroni il quale forse l'avrebbe comprate. Sentendo ciò il signor abate Bernini è di parere che V.S. illustrissima scriva a Ficoroni che più facilmente otterrà di copiarle e quando voglia Barazzi per metterlo io la servirò. Ne parlerò intanto col sig. Ficoroni, dal quale vedremo di far operare qualche cosa».

Ramaggini mantenne la promessa e, puntualmente, il mese successivo informò il Muratori dei contatti avuti con l’antiquario in merito alla raccolta del Gualtieri, esprimendo un giudizio abbastanza tranchant sullo scarso interesse epigrafico dei pezzi34:

«Il sig. Ficoroni, al quale parlai pochi giorni sono, m'assicurò che quando avesse rincontrate le iscrizioni originali ne avrebbe scelte le più degne ed avrebbele inviate a V.S. illustrissima. Può però tralasciare di fare di quelle iscrizioni gran caso, poiché alla riserva di 15 o venti al più, l'altre potrebbono servire senza alcun pregiudizio delle lettere ai fondamenti delle case».

Alla missiva di maggio seguirono poi altre due comunicazioni di Ramaggini a Muratori, entrambe nel mese di luglio. La prima è del 12 luglio 173835:

«Mando alcune delle inscrizioni gualteriane comunicatemi gentilmente dal sig. Ficoroni. Se però dovessi io consigliare V.S. illustrissima gli direi che stesse cauto in servirsene, perciocché è vero che le ho copiate diligentemente dal manoscritto fatto già in tempo che il Cardinale viveva, ma dubito che vi siano errori a furia, non parendomi fatto da uomo intendente ancorché nello scrivere diligente. Tuttavia, acciocché a V.S. illustrissima non paresse che io sfuggissi la fatica per suo servizio, ho voluto mandarle tali quali e (quando) potrò vedrò di rincontrarle. Ma hoc opus hic labor, sono tutte in cantina disordinate e chi può prendersi quell'impegno? Per me non istarà».

Nell’altra, di qualche giorno successiva, venivano aggiunte le seguenti informazioni36:

«Con il presente piego avrà III iscrizioni del fu cardinal Gualtieri. Non può credere quanta pena mi rechino gli spropositi che ànno storpiate quelle povere iscrizioni e non ho potuto astenermi dal notare alcuni luoghi i quali mi parevano che gridassero pietà.

Gli altri saranno da V.S. illustrissima osservati e se vuole corretti. Per mercoledì o al più sabato avrà il rimanente».

Nel mese di agosto dello stesso anno – se è giusta l’indicazione sul verso del foglio 501 del fascicoletto che presentiamo37 – il Ficoroni riuscì finalmente a comprare le lapidi dal Barazzi, e informò lui stesso il Muratori dell’acquisto in una lettera ora conservata nella Biblioteca Estense di Modena38:

«Sento dalla sua gentilis. risposta di piacerle copia dell'ultime 221 iscrizzioni che comprai dal Barazzi, provenienti dall'eredità del gran curioso Em. Gualtieri con cui godei servitù 30 anni [...] molte di dette iscrizioni da me fatte scoprire l'anno 1705, come potrà vedere nella 2. Parte della mia opera detta Bolla d'oro (...) le riacquistai per averle io stesso date al sud. Em. Gualtieri, che [...] spesso onorava la mia casa per divertirsi su le mie antichità, altrimenti d. Barazzi li avrebbe dati per materiale da fabbriche, e giusto l'altro ieri con il mio servo e facchino, numerai tutti li miei marmi scritti, e li trovai al n. di seicento».

Più tardi, probabilmente tra il finire del 1738 e l’inizio del successivo anno, il nostro tentò forse poi di offrire le iscrizioni al Gori o al Granduca attraverso l’intermediazione dell’erudito39.

Tentativi di vendita di antichità a S. A. R. da parte di Ficoroni erano stati fatti, del resto, già in altre occasioni: agli inizi del ‘700, per esempio, con l’offerta di un bellissimo busto, identificato dall’antiquario con il ritratto di Fulvia, moglie di Marco Antonio (ma in realtà databile III sec. d. C.), raffigurato in un gruppo di carte conservate in A38 e sul quale è attualmente in corso uno studio da parte dello scrivente.

In ogni caso, l’affare, se di affare si trattò, non si concluse e pochi mesi dopo Ficoroni riuscì a vendere gran parte della sua merce al papa, come sappiamo da un appunto in un diario del marchese Alessandro Gregorio Capponi (1683-1746), grande ordinatore dei Musei Capitolini:

«In proposito di quello che fu notato di sopra fin dal dì 7 febbraio 1739 sul particolare di certe iscrizioni di marmo del fu cardinale Gualtieri, acquistate dal Barazza e poi passate in mano del signor Francesco de Ficoroni antiquario, al quale il signor cardinale Gentili prodatario diede, per quello che ho inteso, scudi 300 d'ordine del papa per porle in Campidoglio…»40

Molte delle iscrizioni di questo dossier è finita difatti nel grande museo romano41, mescolata alle altre grandi collezioni epigrafiche che costituiscono uno dei nuclei di maggior interesse delle raccolte capitoline e che comprendono anche i tituli di molti complessi sepolcrali scoperti a Roma tra la fine del XVII e la prima metà del XVIII sec.

Passando ora a vedere più da vicino la collezione epigrafica, possiamo formulare qualche considerazione preliminare su questo insieme di iscrizioni.

Intanto, delle 219 epigrafi, almeno 200 sono di provenienza urbana e risultano censite nel volume VI del CIL, 6 nel II delle IGUR, 6 nei volumi I, III e VII delle ICUR; di queste circa il 70 % riporta nei lemmi l’indicazione che abbiamo visto sul verso del frontespizio del fascicoletto. Nei restanti si dice invece per lo più solo che le iscrizioni si trovavano «apud Ficoronium», per cui, un eventuale tentativo di ricomposizione dell’insieme sulla sola base delle informazioni contenute nelle schede del CIL sarebbe complicato, se non impossibile42.

Quanto ai rimanenti, i testi per così dire alieni, si segnalano due iscrizioni su urnette da Todi e dintorni (di cui almeno una donata al Gualtieri da mons. Aquilio Accursio, personaggio non altrimenti noto)43, una lastra da Porto44, una lastra sepolcrale dall’ager Tusculanus45 e un’altra da Bacoli46, tutti pezzi verosimilmente entrati nella collezione del Cardinale senza l’intermediazione del Ficoroni. 44, infine, risultano al momento non reperibili47.

Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di testi di carattere funerario, per lo più di lastre e lastrine parietali di colombario, mensae podiali, urnette cinerarie e qualche stele (Figg. 2-3), ma non manca un’iscrizione sacra (CIL, VI 13448) e un frammento opistografo dei Fasti Magistrorum Vici (Fig. 4, n. 28a e 28b) rinvenuti a Via Marmorata, ora perduto49.

Due infine sono le iscrizioni metriche50 e solo in 2 casi51, poi, viene indicato il tipo di pietra su cui i supporti furono realizzati.

Al di là degli aspetti meramente contabili e statistici, interessanti sono soprattutto le informazioni che si possono trarre dai contesti di rinvenimento, quando disponibili, e che descrivono bene l’attività di scavo di Ficoroni: ben 39 testi52 infatti (ma saranno senz’altro di più), sembrano provenire dagli scavi di Vigna Moroni sulla Via Appia, che il nostro condusse dal 1705 al 171053 e i cui ritrovamenti, consistenti in ben 92 camere sepolcrali, sono sommariamente descritti nel II capitolo del suo libretto La bolla d'oro de' fanciulli nobili romani e quella de' libertini54. Tra questi ve ne sono diversi anche del monumentum Passienorum55 (Fig. 5, n. 47), uno dei più noti sepolcri gentilizi che Ficoroni contribuì a scoprire in zona56. Altri testi provengono invece da scavi più tardi, sempre sull’Appia ma nei pressi dell’Arco di Druso e condotti tra il 1722 e il 172457.

Anche la dispersione di una parte della raccolta e l’attuale collocazione di alcuni pezzi ci dicono molto sulla rete di relazioni di Ficoroni e sulle sue capacità di mercante: al di fuori di Roma, infatti, le iscrizioni della raccolta Gualtieri furono vendute anche in diverse città italiane: a Pesaro58, a Verona59, a Milano60. Diverse poi presero anche la via dell’estero, soprattutto verso l’Inghilterra, probabilmente attraverso l’abate Bernardo Sterbini, amico e socio in affari di Ficoroni61 che nei primi anni '30 del ‘700 vendette molte antichità della collezione Gualtieri a personaggi come Sir Hans Sloane, medico naturalista e collezionista, le cui raccolte si trovano in parte ora al British Museum, e ad altri nobili inglesi62.

Quanto agli apografi dell’opuscoletto, pur nella loro stilizzazione e semplicità riescono quasi sempre a rendere un’idea dell’aspetto reale dei supporti (almeno di quelli conservati) e solo in pochi casi abbiamo osservato difformità sostanziali tra i disegni e la realtà dei monumenti63.

Un’ultima riflessione, infine, sulla mano che poté delineare gli apografi contenuti nel fascicoletto.

Certamente non sono di Ficoroni, del quale non si conoscono documenti che ne attestino una certa perizia grafica.

Potrebbe trattarsi del manoscritto menzionato nella lettera del 12 luglio 1738 del Ramaggini, che venne realizzato quando la collezione era ancora presso il Cardinal Gualtieri, rimasto poi agli eredi del prelato insieme alle lapidi e successivamente giunto attraverso Barazzi a Ficoroni quando questi riacquistò le iscrizioni. Questo potrebbe spiegare, forse, anche la maniera in cui questi monumenti vengono presentati in queste pagine: come ha suggerito infatti D. Gallo, la disposizione delle iscrizioni rimanda forse alla “messa in scena” che questi pezzi avevano all’interno della raccolta, disposti magari in qualche raccoglitore secondo una modalità distributiva che valorizzasse l’armonia estetica e compositiva dell’esposizione piuttosto che l’importanza storico-scientifica dei documenti.

D’altra parte, W. Henzen, che conosceva il dossier fiorentino, scrive nell’Index auctorum del volume VI del CIL, alla voce Franciscus Ficoronius, che i 220 apografi nel ms. A6 della Marucelliana «cum plane respondeant exemplis Muratorio missis a Ramaginio, haec quoque apographa huic videutur tribuenda esse»64; e dello stesso avviso è anche A. Degrassi, riferendosi in particolare all’apografo di CIL, VI 10286/7 a c. 502r del fascicoletto65.

Dai brani delle lettere che abbiamo collazionato, tuttavia, sembra piuttosto però che il Ramaggini abbia inviato più missive al Muratori con vari apografi tratti dal manoscritto passatogli da Ficoroni, che potrebbe essere proprio quello conservato in A6.

Un'altra possibilità è che l’autore dei disegni in A6 sia un collaboratore di Ficoroni, uno dei disegnatori cui l’antiquario ricorreva per il rilievo e il disegno degli oggetti e delle strutture che veniva recuperando dai frequenti scavi che intraprese e a cui commissionò i disegni delle iscrizioni da servire come sorta di catalogo di vendita, come ipotizzavamo più sopra. Uno dei più assidui fu in questo senso Gaetano Piccini (1681-1736)66, incisore, pittore e disegnatore attivo nella prima metà del ‘700 e di cui si conoscono diversi rilievi e disegni di colombari scoperti nella Vigna Moroni67  - la stessa da cui provengono non poche delle iscrizioni della collezione Gualtieri -, conservati soprattutto presso l’Istituto Nazionale della Grafica68 e l’archivio Topham dell’Eton College69, nei pressi di Londra.

L’esistenza proprio nei due archivi di due tavole molto simili raffiguranti una stessa pittura parietale e due iscrizioni rinvenute a Vigna Moroni, di cui una, quella nelle collezioni di Eton, praticamente identica a quella pubblicata anche nella Bolla d’oro di Ficoroni70 potrebbe indurci, considerando anche alcune affinità stilistiche nella resa grafica dei testi iscritti con quelli del nostro dossier, a identificare nel Piccini l’autore di questi fac-simili.

Al di là comunque di chi abbia vergato tali disegni, l’importanza di queste pagine risiede soprattutto nel rimandarci l’immagine e la consistenza di una parte significativa di una delle collezioni private italiane d’antichità più importanti del XVIII sec. che sarebbe altrimenti rimasta sconosciuta nel suo insieme, e ci ricordano come sia ancora auspicabile e necessario il confronto diretto con la tradizione manoscritta alla base dei nostri studi, spesso conosciuta solo parzialmente e invece ancora così fondamentale per il progresso di questo tipo di ricerche.

Ci conforta la certezza che lo sviluppo delle nuove tecnologie oggi disponibili potrà facilitare non poco questo processo di ricerca, costituendo sempre più un supporto decisivo agli studi umanistici.


Immagini

Tutte le immagini sono tratte dal codice della Biblioteca Marucelliana con segnatura BMF, ms. A 6.

Le foto sono state realizzate dal fotografo Sig. Stefano Barbolini.


 

Fig. 1) BMF, ms. A 6, cc. 500v-501r (Su gentile concessione della Biblioteca Marucelliana di Firenze. © Foto di Stefano Barbolini).


 

Fig. 2) BMF, ms. A 6, cc. 506v-507r (Su gentile concessione della Biblioteca Marucelliana di Firenze. © Foto di Stefano Barbolini).


 

Fig. 3) BMF, ms. A 6, cc. 507v-508r (Su gentile concessione della Biblioteca Marucelliana di Firenze. © Foto di Stefano Barbolini).


 

Fig. 4) BMF, ms. A 6, cc. 501v-502r (Su gentile concessione della Biblioteca Marucelliana di Firenze. © Foto di Stefano Barbolini).


 

Fig. 5) BMF, ms. A 6, cc. 502v-503r (Su gentile concessione della Biblioteca Marucelliana di Firenze. © Foto di Stefano Barbolini).


 

Appendice analitica delle iscrizioni della collezione epigrafica del Cardinale Gualtieri contenute nelle cc. 501r-510r di BMF, ms. A 6.

La presente Appendice riunisce nelle tavole sinottiche che seguono le epigrafi della collezione Gualtieri, identificate sulla base degli apografi contenuti nel manoscritto esaminato e ordinate secondo la numerazione riportata in ciascuna carta.

La tipologia dei supporti, per le iscrizioni attualmente irreperibili, è indicata sulla base dei lemmi del CIL o su quanto è possibile dedurre dalle riproduzioni presenti nel manoscritto. Ove non altrimenti specificato, per luogo di rinvenimento e di conservazione è da intendersi Roma. I campi vuoti della tabella, infine, indicano schedature in via di completamento.

Per ulteriori informazioni sui pezzi, specie di carattere bibliografico, si rimanda ai corrispondenti records dei database di riferimento.



c. 501r

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

1a

CIL, VI 14098b

EDR121127

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1692

Lastra

1b

CIL, VI 14098a

EDR121129

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1683

Lastra

2

CIL, VI 26187

EDR120306

Via Appia, Vigna Moroni (1704/5)

Musei Capitolini, inv. NCE 1710

Lastra

371

CIL, XIV 2535 = ILS

 

Ager Tusculanus / Grottaferrata

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 1963

Lastra

4

CIL, VI 24164

EDR119144

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1660

Lastra

5

CIL, VI 21246

EDR120760

Ignoto

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 2035

Lastra

6

CIL, VI 27705

EDR116822

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1636

Lastra timpanata

7

CIL, VI 134

EDR121228

Ignoto

Musei Capitolini, Sala del Fauno, inv. NCE 2658

Fronte di ara

8

CIL, VI 16388

EDR197188

Ignoto

Ignoto

Lastra

9

CIL, VI 14205

EDR118190

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2148

Lastra di colombario

10

CIL, VI 22661

EDR196820

Ignoto

Museo Nazionale Romano, Terme di Dioclezino, inv. 51512

Lastra

12a

CIL, VI 12025

EDR116766

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2179

Stele

12b

CIL, VI 19476

EDR153889

Ignoto

Ignoto

Lastra?

c. 501v

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

13

CIL, VI 19114

EDR120107

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1680

Lastrina di colombario

14

CIL, VI 17679

EDR119128

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2147

Lastrina di colombario

15

ICUR, 1, 3504

EDB33409

Ignoto

Ignoto

Lastra

16

CIL, VI 13702

EDR196260

Ignoto

Ignoto

Lastra

17

CIL, VI 15750

EDR106175

Via Appia, Arco di Druso, nei pressi (1722?)

Milano, Biblioteca Ambrosiana, Cortile degli Spiriti Magni, inv. 2450

Lastra

18

CIL, VI 11198

EDR120514

Ignoto

Musei Capitolini, NCE 1862

Lastra

1972

CIL, VI 8436a

EDR42241

Ignoto

Musei Vaticani, Galleria Lapidaria, 25, 36, inv. 7545

Lastra

 

20

CIL, VI 7271

EDR119780

Via Appia, Vigna Moroni, m. Passienorum (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1386

Lastra

21

CIL, VI 18105

EDR120090

Via Appia, Arco di Druso, nei pressi (1722?)

Musei Capitolini, inv. NCE 1903

Lastra

22

CIL, VI 27644

EDR120406

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1669

Lastra

23

CIL, VI 16829

EDR120656

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1602

Lastra

2473

ICUR, 1, 295

EDB27838

Ignoto

Ignoto

Lastra

25

CIL, VI 14068

EDR196934

Ignoto

Ignoto

Lastra?

2674

IGUR, 2, 1140

 

Ignoto

Ignoto

Lastra

27

CIL, VI 28999a

EDR197203

Ignoto

Ignoto

Lastra


c. 502r

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

28a

CIL, VI 10286/7

EDR150401

Ignoto

Ignoto

Lastra

28b

CIL, VI 10286/7

EDR150401

Ignoto

Ignoto

Lastra

29

CIL, VI 9298

EDR118221

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1425

Lastra

30

CIL, VI 14100

EDR118855

Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1612

Lastra

31

CIL, VI 20026

EDR196948

Ignoto

York (UK), Castel Howard, s. inv.

Urna cineraria

3275

CIL, VI 15289

EDR179750

Ignoto

Ignoto

Urna cineraria

33

CIL, VI 24479

EDR196955

Ignoto

Pesaro, Museo Oliveriano, inv. 338

Urna cineraria

34

CIL, VI 20037

EDR196949

Ignoto

Ignoto

Urna cineraria

35

CIL, VI 27510

EDR197199

Ignoto

Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, inv. 49893

Lastra

36

CIL, VI 7260

EDR123093

Via Appia, Vigna Moroni, m. Passienorum (1703/4)

Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, nv. 39786

Lastra


c. 502v

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

37

CIL, VI 22096

EDR120198

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, NCE 2306

Lastrina di colombario

38

CIL, VI 23179

EDR120797

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, NCE 2052

Lastra

39

CIL, VI 20244

EDR120140

Ignoto

Musei Capitolini, NCE 1726

Lastra

40

CIL, VI 22356

EDR121526

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, NCE 2257

Sarcofago

41

CIL, VI 15111

EDR111420

Ignoto

Cambridge (UK), Fitzwilliam Museum, inv. GR. 57a-1850

Urna cineraria

42

CIL, VI 2250

EDR140564

Ignoto

Napoli, Museo Archeologico Nazionale, Terme di Diocleziano, inv. 2927

Urna cineraria

43

CIL, VI 27936

EDR111554

Ignoto

York (UK), Castle Howard, s. inv.

Urna cineraria

44

CIL, VI 27356

EDR196957

Ignoto

Ignoto

Urna cineraria

45

CIL, VI 20410

EDR197190

Ignoto

Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, inv. 29419

Lastra ritagliata dalla fronte di un’urna


c. 503r

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

46

CIL, VI 29368

EDR197198

Ignoto

Ignoto

Lastra?

47

CIL, VI 7280

EDR119782

Vigna Moroni, m. Passienorum (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1642

Lastra

48

CIL, VI 25589

EDR120923

Ignoto

Musei Capitolini, NCE 1584

Lastra

49

CIL, VI 21999

EDR121912

Ignoto

Musei Capitolini, NCE 1714

Lastra

5076

CIL, VI 29894

EDR157340

Ignoto

Ignoto

Lastra?

51

CIL, VI 12185

EDR120542

Ignoto

Musei Capitolini, NCE 1902

Lastra

52

CIL, VI 20889

EDR120757

Ignoto

Musei Capitolini, NCE 1649

Lastra

53

CIL, VI 22585

EDR119194

Ignoto

Musei Capitolini, NCE 1659

Lastra

54

CIL, VI 14364

EDR119263

Ignoto

Musei Capitolini, NCE 1668

lastra

55

CIL, VI 19216

EDR120695

Ignoto

Musei Capitolini, NCE 1678

Lastra

56

CIL, VI 23612

EDR120801

Vigna di S. Cesareo

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, NCE 2040

Lastra


c. 503v

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

57

CIL, VI 25193

EDR120893

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1874

Lastra

58

CIL, VI 36109

 

EDR196961

Ignoto

Ignoto

Urna cineraria

59

CIL, VI 7272

EDR119119

Via Appia, Vigna Moroni, m. Passienorum (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1704

Lastra

60

CIL, VI 22721

 

EDR197193

Ignoto

Ignoto

Lastra

61

CIL, VI 27477

EDR106176

Via Appia, Arco di Druso, nei pressi (1722?)

Milano, Biblioteca Ambrosiana, Cortile degli Spiriti Magni, inv. 2467

Lastra

62

CIL, VI 29592 = ICUR, 1, 1321

EDR121106 = EDB30598

ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2260

Lastra

6377

ICUR, 1, 2402

EDB32398

Ignoto

Musei Vaticani, Galleria Lapidaria, parete XLIV, inv. MV.6479.0.0

Lastra

64

CIL, VI 17198

EDR120660

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, Sala del Fauno, inv. NCE 2571

Lastra

65

CIL, VI 27693

EDR118584

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1421

Lastra

66

CIL, VI 7264

EDR122282

Via Appia, Vigna Moroni, m. Passienorum (1703/4)

Milano, Biblioteca Ambrosiana, Cortile degli Spiriti Magni, inv. 2458

Lastra


c. 504r

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

67

CIL, VI 15235

EDR120630

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1876

Lastra

68

CIL, VI 9740

EDR191715

Ignoto

Ignoto

Lastra

69

CIL, VI 16236

EDR120037

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2344

Lastra

70

CIL, VI 29568

EDR120967

Ignoto

Musei Capitolini, Sala del Fauno, inv. NCE 2614

Lastra

71

IGUR 2, 336

EDR115999

Ignoto

Musei Capitolini

Lastra

72

IGUR 2, 537

EDR154723

Ignoto

Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, inv. 40582

Lastra

7378

IGUR 2, 383

EDR118870

Ignoto

Musei Vaticani, Galleria Lapidaria, 23, 38, inv. 7647

Coperchio di sarcofago

74

CIL, VI 15403

EDR196936

Ignoto

Ignoto

Lastra

75

CIL, VI 27413

EDR118112

Ignoto

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 2045

Lastra pseudocentinata


c. 504v

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

76

CIL, VI 28113

EDR118687

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1719

Lastra

77

CIL, VI 14028

EDR108235

Ignoto

Milano, Biblioteca Ambrosiana, Cortile degli Spiriti Magni, inv. 2476

Lastra

78

CIL, VI 13322

EDR197183

Ignoto

Ignoto

Urna cineraria

79

CIL, VI 22670

EDR120219

Ignoto

Musei Capitolini, NCE 1603

Lastra

80

CIL, XI 4703

EDR176948

Baschi (PG), Civitella del Lago, chiesa di S. Gemini (1698)

Pesaro, Museo Oliveriano, inv. 340

Urna cineraria

81

CIL, VI 11453

EDR121243

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, magazzino delle sculture, inv. NCE 3066

Ara

82

CIL, VI 7276

EDR195613

Via Appia, Vigna Moroni, m. Passienorum (1703/4)

ignoto

Urna cineraria

83

 CIL, VI 28006

EDR196958

Ignoto

Pesaro, Museo Oliveriano, inv. 339

Urna cineraria

84

CIL, VI 26198 = 34171

EDR111717 = EDR111735

Todi (PG), fuori Porta Romana

York (UK), Castle Howard, s. inv.

Urna cineraria


c. 505r

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

85

CIL, VI 10164

EDR004990

Via Appia, I miglio

Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, sala VIII, inv. 39752

Lastra

86

CIL, VI 10246

EDR121908

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1496

Lastra

87

CIL, VI 10243

EDR119865

Via Appia, Arco di Druso, nei pressi (1722)

Musei Capitolini, piano terra, stanza II a destra, inv. NCE 2493

Lastra

8879

CIL, VI 8921

EDR119794

Ignoto

Musei Capitolini, Sala del Fauno, inv NCE 2580

Lastra

89

CIL, VI 9726

EDR119838

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2326

Lastra


c. 505v

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

90

CIL, VI 7265

EDR119117

Via Appia, Vigna Moroni, m. Passienorum (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1629

Lastra

91

CIL, VI 20814

EDR116816

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1673

Lastra timpanata

92

IGUR, 2, 398

EDR111845

Ignoto

Verona, Museo Maffeiano

Lastra

93

CIL, VI 29497

EDR118972

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1725

Lastra

94

CIL, VI 12343

EDR118608

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2373

Lastra

95

CIL, VI 25236

EDR120258

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2158

Lastra

96

CIL, VI 23410

EDR120245

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1907

Lastra

97

IGUR 2, 872

 

 

 

Lastra?

98

CIL, VI 21916

EDR196952

Ignoto

Ignoto

Lastra

9980

CIL, VI 30217 = ICUR, 1, 303 = IGUR 3, 1435

EDR111239 = EDB20402

Ignoto

Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, inv. 77304+72587

Lastra


c. 506r

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

100

CIL, VI 22586

EDR197462

Ignoto

Ignoto

Lastra

In giallo antico

101

CIL, VI 23814

EDR196953

Ignoto

Ignoto

Lastra

In pietra paonazza

102

CIL, VI 18433

EDR118264

Ignoto

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 1961

Lastrina di colombario

103

CIL, VI 26402

EDR120312

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1408

Lastrina di colombario

104

CIL, VI 22284

EDR118727

ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1879

Lastra

105

CIL, VI 20827

EDR119187

Ignoto

Musei Capitolini, inv. Inv. NCE 1713

Lastra

106

CIL, VI 7279

EDR121195

Via Appia, Vigna Moroni, m. Passienorum (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 965

Mensa podiale

107

CIL, VI 19361

EDR120130

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1671

Lastra

108

CIL, VI 14700 = CIL, I 1275

EDR118474

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1870

Lastra

109

CIL, VI 26603

EDR197463

Ignoto

Musei Vaticani

Lastra

11081

ICUR, 1, 1984 = ICUR, 3, 8860

EDB35588

Ignoto

Museo Nazionale Romano

Lastra

111

CIL, VI 15413

EDR193238

Ignoto

Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, inv. 49856

Lastra


c. 506v

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

112

CIL, VI 26514

EDR118964

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1893

Lastra

113

CIL, VI 27826

EDR121149

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1894

Mensa podiale

114

CIL, VI 13548

EDR120572

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1670

Lastra

115

CIL, VI 23877

EDR197186

Ignoto

Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, inv. 49872

Lastra

116

CIL, VI 12740

EDR197182

Via Appia, Vigna Moroni (1703/1704)

Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, inv. 39760

Lastra

117

CIL, VI 3449

EDR116602

Ignoto

Musei Capitolini, Sala del Fauno, inv. NCE 2610

Stele pseudocentinata

118

CIL, VI 7274

EDR154066

Via Appia, Vigna Moroni, m. Passienorum (1703/4)

Ignoto

Urna cineraria

119

CIL, VI 22725

EDR111543

Ignoto

York (UK), Howard Castle, s. inv.

Urna cineraria

120

CIL, VI 11996

EDR196811

Ignoto

Ignoto

Ara funeraria


c. 507r

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

121

CIL, VI 25243

EDR120260

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1398

Lastra

122

CIL, VI 21480

EDR173609

Ignoto

Pesaro, Museo Oliveriano

Lastra

123

CIL, VI 19951

EDR119186

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1695

Lastra

124

CIL, VI 11417

EDR118854

Ignoto

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 1969

Lastra

125

CIL, VI 13241

EDR120553

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1721

Lastra

126

CIL, VI 22340

EDR121133

Ignoto

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 2039

Lastra centinata

127

CIL, VI 2352

EDR119341

Ignoto

Musei Capitolini, Sala del Fauno, inv. NCE 2597

Lastra

 

128

CIL, VI 23782

EDR121071

Ignoto

Musei Capitolini, Sala del Fauno, NCE 2672

Lastra

129

CIL, VI 16211

EDR118890

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1653

Lastra

130

CIL, VI 27632

EDR197200

Ignoto

Ignoto

Mensa podiale

131

CIL, VI 28136

EDR197201

Ignoto

Ignoto

Lastra


c. 507v

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

132

CIL, VI 28777

EDR108201

Ignoto

Milano, Biblioteca Ambrosiana, Cortile degli Spiriti Magni, inv. 2469

Lastra

133

CIL, VI 26581

EDR121089

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1403

Lastra

134

CIL, VI 26934

EDR110686

Ignoto

Milano, Biblioteca Ambrosiana, Cortile degli Spiriti Magni, inv. 2451

Lastra

135

CIL, VI 12038

EDR121937

Ignoto

Fr. A: Madrid, MAN, inv. 16656; fr. B: Musei Capitolini, inv. NCE 1645

Lastra

136

ICUR, 3, 9221

EDB20593

Cimitero di S. Callisto?

Museo Nazionale Romano

Lastra

137

CIL, VI 27788 = CLE 1488

EDR184120

Ignoto (a. 1727)

York (UK), Castle Howard, s. inv.

Lastra

138

CIL, VI 13777

EDR120574

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2299

Lastra

139

CIL, VI 14243

EDR118150

Via Salaria, Vigna Cicciaporci, m. Calpurniorum

Musei Capitolini, NCE 1600

Lastra

140

CIL, X 3634

EDR119350

Bacoli

Musei Capitolini, Sala del Fauno, NCE 2670

Lastra

141

CIL, VI 23608

EDR121070

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1480

Lastra


c. 508r

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

142

CIL, VI 7266

EDR116791

Vigna Moroni, m. Passienorum (1703/4)

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 1971

Lastra triangolare

143

ICUR, 1, 1297

EDB30573

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio

Lastra

144

CIL, VI 18355

EDR119132

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1698

Lastra

145

CIL, VI 15319

EDR196935

Ignoto

Ignoto

Lastra

146

CIL, VI 19074

EDR121056

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1635

Lastra

147

CIL, VI 28285

EDR121639

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1587

Urna cineraria

148

CIL, VI 27068

 

EDR197195

Ignoto

Ignoto

Lastra

149

CIL, VI 13670

EDR119008

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1863

Lastra

150

CIL, VI 10648

EDR196711

Ignoto

Ignoto

Lastra

151

CIL, VI 23557

EDR120246

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1486

Lastra

152

CIL, VI 11633

EDR119060

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2357

Lastra


c. 508v

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

153

CIL, VI 19900

EDR196947

Ignoto

Ignoto

Lastra

154

CIL, VI 24255

EDR196954

Ignoto

Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, inv. 29426

Lastra

155

CIL, VI 26570

EDR119036

Ignoto

Musei Capitolini, inv.  NCE 1632

Lastra

156

CIL, VI 21266

EDR196291

Via Salaria, Vigna Nari

Ignoto

Lastra

157

CIL, VI 33267

EDR118925

Via Aurelia, Villa Corsini (a. 1690)

Musei Capitolini, inv. NCE 1466

Lastra

158

CIL, VI 22130

EDR197194

Ignoto

Ignoto

Lastra

159

CIL, VI 21822

EDR119189

Via Appia, Vigna Moroni (1704)

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 1967

Lastra

160

CIL, VI 2929

EDR174895

Ignoto

Ignoto

Lastra?

161

CIL, VI 15078

EDR118504

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1705

Lastra

162

CIL, VI 8969

EDR118452

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, Sala del Fauno, NCE 2578

Lastra

163

CIL, VI 22065

EDR197191

Ignoto

Ignoto

Lastra

164

CIL, VI 9524 = ILS 7398

EDR145401

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano,  Romano, inv. 39730

Lastra

165

CIL, VI 28830

EDR120420

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1621

Lastra

166

CIL, VI 22014

EDR120776

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1585

Lastra


c. 509r

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

167

CIL, VI 12713

EDR119941

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1703

Lastra

168

CIL, VI 21242

EDR118211

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1610

Lastra

169

CIL, VI 9408

EDR118455

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1478

Lastra

170

CIL, VI 16634

EDR120062

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2356

Lastra

171

CIL, VI 17356

EDR120075

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1722

Lastra

172

CIL, VI 17431

EDR116800

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1664

Lastra

173

CIL, VI 18780

EDR196946

Via Salaria, Vigna PP. Domenicani

Ignoto

Lastra

174

CIL, VI 12781

EDR119943

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1637

Lastra

175

CIL, VI 26689

EDR118028

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1686

Lastra

176

CIL, VI 14561

EDR119001

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1442

Lastra

177

CIL, VI 29620

EDR118229

Ignoto

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 1973

Lastra

178

CIL, VI 15073

EDR120628

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2349

Lastra

179

CIL, VI 7267

EDR119779

Via Appia, Vigna Moroni, m. Passienorum (1705)

Musei Capitolini, inv. NCE 1599

Lastra

180

ICUR, 6, 16999

EDB13735

Via Labicana, Cim. SS. Marcellino e Pietro

Ignoto

Lastra


c. 509v

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

181

CIL, VI 25685

EDR120925

Ignoto

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 2051

Lastra

182

CIL, VI 21977a

EDR120775

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, Atrio, NCE 2374

Lastra

183

CIL, VI 3100

EDR119080

Ignoto

Musei Capitolini, Sala del Fauno, inv. NCE 2673

Lastra

184

CIL, VI 14318

EDR121153

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1619

Lastra

185

CIL, VI 21674 = CLE 1579

EDR133029

Ignoto

Verona, Museo Maffeiano, inv. 28526

Lastra

186

CIL, VI 25328

EDR186775

Ignoto

Musei Vaticani, Lapidario Profano ex Lateranense, settore Z, 34R, inv. 27128

Lastra

187

CIL, VI 30594

EDR121111

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2345

Lastra

188

CIL, VI 17473

EDR121206

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1654

Lastra

189

CIL, VI 15459

EDR118673

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1481

Lastra

190

CIL, VI 11233

EDR121165

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 1966

Lastra

191

CIL, VI 11519

EDR119720

Via Appia, Arco di Druso, nei pressi (1722)

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 1980

Lastra

192

CIL, VI 14244

EDR118202

Via Salaria, vigna Cicciaporci, m. Calpurniorum

Musei Capitolini, inv. NCE 1652

Lastra

193

CIL, VI 29528

EDR196959

Ignoto

Ignoto

Lastra


c. 510r

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

194

CIL, XIV 235

EDR147267

Ostia Antica, Porto

Musei Capitolini, Galleria Capitolina, XXIX, inv. NCE 1867

Lastra

195

CIL, VI 5851

EDR118443

Roma, tra via Appia e Latina, oggi via di Porta S. Sebastiano e via di Porta Latina

Musei Capitolini, inv. NCE 1609

Lastra

196

CIL, VI 12660

EDR112168

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1655

Lastra

197

CIL, VI 14099

EDR118029

Via Appia, Vigna Moroni (1703/4)

Musei Capitolini, inv. NCE 1693

Lastra

198

CIL, VI 28577

EDR118588

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1724

Lastra

199

CIL, VI 15975

EDR197187

Ignoto

Ignoto

Lastrina di colombario

200

CIL, VI 26691

EDR120950

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2340

Lastra

201

CIL, VI 24538

EDR197197

Ignoto

Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, 

inv. 29368

Lastra

202

CIL, VI 28887

EDR119155

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2340

Lastra

203

CIL, VI 28886

EDR119154

Ignoto

Musei Capitolini, Sala delle Colombe, inv. NCE 1984

Lastra

204

CIL, VI 14695

EDR120018

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1420

Lastra


c. 510v

Numero

Bibliografia

EDR/EDB

L. di rinvenimento

L. di conservazione

Tipo di supporto

205

CIL, VI 11043

EDR155260

Via Latina, m. XXXVI sociorum

Ignoto

Lastra

206

CIL, VI 7273

EDR119781

Vigna Moroni, m. Passienorum (1703/4)

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2152

Lastra

207

CIL, VI 35746

 

EDR196960

Ignoto

Ignoto

Lastra

208

CIL, VI 13957

EDR196933

Ignoto

Ignoto

Lastra

209

CIL, VI 8671

EDR121637

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1675

Urna

210

CIL, VI 22034

EDR119191

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1611

Lastra

211

CIL, VI 20770

EDR120154

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1489

Lastra

212

CIL, VI 25101

EDR196956

Ignoto

Ignoto

Mensa podiale

213

CIL, VI 27433

EDR118014

Ignoto

Musei Capitolini, Atrio, inv. NCE 2154

Lastra

214

CIL, VI 14992

EDR112154

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1912

Lastra

Numero mancante nel ms.

216

CIL, VI 15256

EDR197184

Ignoto

Ora villa Ludovisi-Paulsen?

Ara funeraria

217

CIL, VI 32313

EDR121481

Ignoto

Musei Capitolini, Sala del Fauno, inv. NCE 2560

Lastra

218

CIL, VI 13173

EDR119946

Ignoto

Musei Capitolini, inv. NCE 1877

Lastra

219

CIL, VI 28223

EDR197202

Ignoto

Ignoto

Lastra

220

CIL, VI 21352

EDR196324

Ignoto

Ignoto

Lastra

Note
  • 1

    Acronimo del Progetto PRIN 2022 "Un progetto pilota nella digitalizzazione dei manoscritti epigrafici (ProDEM): le carte del Senatore Filippo Buonarroti e la cultura antiquaria sotto gli ultimi Medici", coordinato dai proff. G. A. Cecconi e C. Slavich dell’Università degli Studi di Firenze e che coinvolge un consorzio di tre unità di ricerca rispettivamente dell’Università degli Studi di Firenze, di Sapienza Università di Roma e dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

  • 2

    Per uno sguardo sulla figura del Buonarroti si veda Parise 1972, Gallo 1986 e, da ultimo, Gialluca 2014 con bibliografia precedente.

  • 3

    Il culmine delle ricerche fu segnato dalla pubblicazione del celebre Museum Etruscum exhibens insignia veterum etroscorum monumenta …uscito a Firenze nel 1736, che resterà la base e la principale fonte degli studi etruscologici almeno per tutto il XIX sec.

  • 4

    Ringrazio la dott.ssa V. Ambriola per avermi suggerito di indagare bene le pagine di questo prezioso codice.

  • 5

    De Benedictis-Marzi 2004, pp. V-VI; sul Bandini si veda soprattutto Pintaudi 2002 e Sabba 2019.

  • 6

    Cfr. CIL, VI, p. LXII.

  • 7

    De Benedictis-Marzi 2004, pp. 16-17.

  • 8

    Si tratta dei codici BMF, ms. A 62, ms. A 77 e ms. B VII 11.

  • 9

    Per esempio in BMF, ms. A 6 e ms. A 38.

  • 10

    Il pezzo è inventariato al nr. 24787. L’edizione di riferimento del monumento resta ancora quella di E. Braun (Braun 1848); per l’iscrizione si veda invece da ultimo Dupraz 2006, con bibliografia precedente. Curiosamente, la cista è uno dei pochissimi reperti che Ficoroni abbia scavato ed esportato dalla sua patria, considerando anche che Palestrina sarà dalla metà del XVIII sec. e per gran parte del successivo una delle località italiane maggiormente interessate dal fenomeno degli scavi clandestini (per cui si veda Guarducci 2007, soprattutto pp. 63-121), nonostante gli editti e i provvedimenti che l’amministrazione pontificia cercò di mettere in campo a tutela del patrimonio archeologico e artistico.

  • 11

    Su alcune misure giudiziarie nei confronti dell’antiquario si veda per esempio Manfredini 2018, pp. 107-110.

  • 12

    BMF, ms. A 252, c. 147r.  La stessa lamentela è comunque espressa anche in un’altra lettera a Gori datata 13 settembre 1732, in BMF, ms. A 62, c. 85r.

  • 13

    Muratori 1740 p. 1609. Lo stesso, più o meno, farà il Gori nel terzo volume delle sue Inscriptionum antiquarum Graecarum et Romanarum quae in Etruriae urbibus extans… del 1743 a p. 30.

  • 14

    Sul confronto fra i due, le polemiche che ne seguirono e l’intervento del Maffei nella disputa si veda da ultimo Ridley 2017, pp. 173-182, con bibliografia precedente.

  • 15

    Gallo 1999, p. 831.

  • 16

    Ridley 2017.

  • 17

    Oltre a quella che qui si presenta, trascrizioni di epigrafi inviate da Ficoroni sono presenti alle cc. 77r, 111r-114v, 412r-417v, 466r-469r, 479r-485v.

  • 18

    Delle 219 iscrizioni disegnate, 2 (nn. 1 e 28 dell’Appendice) sono opistografe e nella numerazione progressiva del manoscritto manca la n. 215, per cui le iscrizioni risultano essere effettivamente in nr. di 216.

  • 19

    Sul Gualtieri e la sua collezione si vedano soprattutto i contributi di E. Fileri (Fileri 2001a, Fileri 2001b, Fileri 2002 e Fileri 2022) e, da ultimo, Cassidy-Geiger 2024. Il prelato, sull’onda delle teorie newtoniane che si andavano allora diffondendo e in analogia con quanto aveva fatto già mons. Ciampini qualche decennio prima con la sua celebre Accademia Fisico-matematica, fondò, nel 1714, l’Accademia di Fisica “del lunedì”, così chiamata dal giorno in cui si tenevano le riunioni e a cui il suo straordinario museo privato faceva da corollario. Cfr. Donato 2000, p. 44 e Giordano 2003, p. 205.

  • 20

    Cfr. Masci 2003, p. 15 e passim e De Benedictis-Marzi 2004, p. 16 nota 37. Sui vasi si veda nello specifico Masci 1999 e Di Franco-Lapaglia 2020.

  • 21

    Montfaucon 1719, vol. III, tav. XXXI.

  • 22

    Dempster 1726, vol. I, tav. XX.

  • 23

    Cfr. Fileri 2022, pp. 70-72.

  • 24

    Cfr. Nervi 2019, p. 26.

  • 25

    Sui contatti di Ficoroni con la nobiltà inglese cfr. Ridley 2017, soprattutto pp. 251-258.

  • 26

    Sulle disposizioni testamentarie del Cardinale circa le collezioni cfr. Paviolo 2023, pp. 18-19.

  • 27

    BMF, ms. B VII 11, c. 13r (Ficoroni a Gori, Roma, 21/04/1736). Cfr. Fileri 2022, p. 78.

  • 28

    Si tratta di Filippo Barazzi, padre di Francesco, entrambi antiquari attivi a Roma per tutto il XVIII sec. Cfr. Coen 2010, pp. 132-135. Alcune notizie sul personaggio sono anche in Fileri 2022, p. 79.

  • 29

    Sulla localizzazione della casa dell’antiquario cfr. p. e. CIL, VI 32481.

  • 30

    Fileri 2022, p. 81. Sul Ramaggini cfr. Ferraglino – Faino 2008, pp. 121-128. La notizia della parentela col Muratori è in Ferrari 2007, pp. 110-111.

  • 31

    Ferraglino – Faino 2008, p. 158, lettera n. 20 (Ramaggini a Muratori, Roma, 04/01/1738). Cfr. Fileri 2022, p. 80. Nell’Archivio Muratoriano della Biblioteca Estense di Modena si conservano in effetti alcune carte con le trascrizioni delle iscrizioni della collezione Gualtieri, che sono da identificare probabilmente con le copie che il Ramaggini aveva promesso a Muratori e poi effettivamente inviato a Modena (cfr. nota 35). I documenti, segnalatimi molto gentilmente dal dr. U. Soldovieri che ringrazio, riproducono i testi del manoscritto che presentiamo rispettandone anche la numerazione progressiva e sono conservati in due fascicoli diversi, rispettivamente in Arch. Mur., filza 37 fasc. 3, cc. 3r-4v con cui lega la c. 12r-v della filza 37 fasc. 4; la numerazione delle epigrafi si interrompe al n. 205. La prima carta della filza 37 sembrerebbe di mano diversa rispetto al resto dei documenti, ma forse si tratta solo di redazioni effettuate in momenti differenti. In un’annotazione in fondo alla c. 3v del primo gruppo del fascicolo 3 si legge: «Sono espresse come stanno nella copia Ms. Non tralasciato un punto ne corretto ciò che manifestam(en)te è errore. Del primo n° son 2. Del 28 ancora. Alcune non anno senso, altre sono lettere sensa significato». Tali documenti sono consultabili nella piattaforma digitale della Biblioteca Estense, raggiungibile al seguente URL: https://edl.cultura.gov.it

  • 32

    Ferraglino – Faino 2008, p. 162, lettera n. 22 (Ramaggini a Muratori, Roma, 26/02/1738).

  • 33

    Ferraglino – Faino 2008, p. 166, lettera n. 26 (Ramaggini a Muratori, Roma, 19/04/1738).

  • 34

    Ferraglino – Faino 2008, p. 167, lettera n. 27 (Ramaggini a Muratori, Roma, 17/05/1738).

  • 35

    Ferraglino – Faino 2008, p. 170, lettera n. 29 (Ramaggini a Muratori, Roma, 12/07/1738).

  • 36

    Ferraglino – Faino 2008, p. 171, lettera n. 30 (Ramaggini a Muratori, Roma, 18/07/1738).

  • 37

    Vedi supra.

  • 38

    BEM, Archivio Muratoriano, c. 64, c. 53r. La lettera, in realtà, è datata 28 maggio 1738 e Ficoroni sembrerebbe aver già acquistato le iscrizioni da Barazzi, dunque con qualche mese d’anticipo rispetto al mese di agosto dello stesso anno indicato a c. 501v del fascicoletto. Cfr. Fileri 2022, p. 80.

  • 39

    Questo potrebbe forse spiegare l’invio di un dossier così curato nell’aspetto quasi da sembrare, come giustamente ha suggerito il collega dr. Slavich, un catalogo di vendita.

  • 40

    Franceschini – Vernesi 2005, pp. 101-102.

  • 41

    Altre, poco più di una decina, sono invece ora nei depositi del Museo Nazionale Romano, dove sono approdate in seguito all’incameramento della raccolta epigrafica del Museo Kircheriano di cui facevano parte. Si tratta dei nn. 10, 35, 36, 45, 110, 111, 115, 116, 136, 154 e 201 dell’Appendice. Al Kircheriano erano state in parte donate direttamente dal Ficoroni.

  • 42

    Difficile spiegare una tale disparità di descrizione dato che in tutti i lemmi viene citato il ms. A 6 della Marucelliana; forse, la spiegazione è da ricercare nella poca diligenza di chi copiò il ms. per conto degli editori del CIL.

  • 43

    Nn. 80 e 84 dell’Appendice. Il Gualtieri fu vescovo di Todi dal 1709 al 1714.

  • 44

    N. 194 dell’Appendice.

  • 45

    N. 3 dell’Appendice. Cfr. Fig. 1, n. 3.

  • 46

    N. 140 dell’Appendice.

  • 47

    Nn. 8, 12b, 15, 16, 24, 25, 26, 27, 28, 32, 34, 44, 46, 50, 58, 60, 68, 74, 78, 82, 98, 100, 101, 118, 120, 130, 131, 145, 148, 150, 153, 156, 160, 163, 173, 180, 193, 199, 205, 207, 208, 212, 219, 220 dell’Appendice.

  • 48

    N. 7 dell’Appendice. Cfr. Fig. 1, n. 7.

  • 49

    N. 28 dell’Appendice. Cfr. Degrassi 1935, pp. 173-174.

  • 50

    Nn. 137 e 185 dell’Appendice.

  • 51

    Nn. 100 e 101 dell’Appendice.

  • 52

    Nn. 1a, 1b, 2, 20, 30, 36, 38, 47, 59, 62, 64, 65, 66, 81, 82, 90, 91, 106, 108, 116, 118, 125, 129, 141, 142, 146, 159, 162, 164, 171, 172, 176, 179, 182, 188, 189, 190, 196, 197, 206 dell’Appendice.

  • 53

    I primi rinvenimenti, in realtà, avvennero tra il 1703 e il 1704, come riportano anche i lemmi del CIL relativi a molte delle iscrizioni della collezione Gualtieri. Cfr. Fileri 1991, p. 101 e Lanciani/Liverani/Russo 2000, p. 11.

  • 54

    Ficoroni 1732, p. 35.

  • 55

    Nn. 20, 36, 47, 59, 66, 82, 90, 106, 118, 142, 179, 206 dell’Appendice. Sugli scavi cfr. Lanciani/Liverani/Russo 2000, pp. 76-77.

  • 56

    Ficoroni 1732, p. 49.

  • 57

    Nn. 17, 21, 61, 87, 137, 191 dell’Appendice.

  • 58

    Nn. 33, 34, 80, 83 e 122 dell’Appendice. Queste iscrizioni dovevano far parte della collezione Olivieri-Passeri, entrambi in contatto con il Ficoroni. La presenza di un’urnetta da Todi tra le iscrizioni gualtieriane finite a Pesaro farebbe pensare che almeno questa iscrizione sia stata acquisita alla raccolta dal Passeri, particolarmente interessato, come è noto, alle antichità della cittadina umbra. Cfr. BMF, ms. BV II 24, c. 22r (lettera di G. B. Passeri ad A. F. Gori, Pesaro, 24 giugno 1736).

  • 59

    Nn. 92 e 185 dell’Appendice. Le iscrizioni per il Museo Maffeiano vennero comprate direttamente dal Maffei a Ficoroni. Cfr. Buonopane 2011, p. 290.

  • 60

    Nn. 17, 61, 66, 77, 132, 134, 158 dell’Appendice. Alla Biblioteca Ambrosiana le iscrizioni gualtieriane arrivarono forse attraverso il conte Giuseppe Menatti, erudito milanese di nobile famiglia e conservatore di Roma che, nel suo ruolo, conobbe molto probabilmente Ficoroni e forse anche il Gori, durante un suo soggiorno a Firenze. Cfr. Sartori 2014, pp. 24-26.

  • 61

    Fileri 2001, p. 43 e Ridley 2017, p. 236.

  • 62

    Cinque iscrizioni (nn. 31, 43, 84, 119 e 137 dell’Appendice) sono oggi conservate a York, a Castle Howard, acquistate direttamente da Ficoroni da Henry Howard, IV conte di Carslise (1694-1758). Cfr. Borg-von Hesberg-Lanfert 2005, rispettivamente nr. 80, p. 137, nr. 88, pp. 142-143, nr. 82, pp. 138-139, nr. 86, pp. 141-142, nr. 91, p. 144. Interessanti anche le pp. 183-188 con la trascrizione di alcune delle lettere di Ficoroni al conte riguardo la compravendita di alcune delle antichità oggi a York.

  • 63

    Solo i tesi nn. 51 e 56 dell’Appendice presentano vistosi errori di trascrizione. In un paio di occasioni, poi, e più precisamente in corrispondenza delle iscrizioni (nn. 41 e 93 dell’Appendice) (cfr. Fig. 5, n. 41 p. e.) abbiamo notato l’aggiunta di elementi che potrebbero far immaginare un coronamento o un fastigio, oppure la decorazione frontale di un coperchio, ma che sono probabilmente da interpretare come elementi decorativi, aggiunti evidentemente per non rompere l’armonia compositiva della tavola in cui compaiono.

  • 64

    CIL, VI p. LXII.

  • 65

    Nr. 28 dell’Appendice. Cfr. Degrassi 1935, p. 173.

  • 66

    Su Gaetano Piccini e la sua attività di rilevatore e disegnatore al servizio di Francesco de’ Ficoroni si veda Fileri 1991, passim, Fileri 2000, Connor Bulman 2001 e, da ultimo, Rinaldi 2023.

  • 67

    I disegni commissionati da Ficoroni a Piccini furono comprati dal Card. Gualtieri. Cfr. Fileri 2000, p. 81. L’insieme, ora smembrato, è conservato in parte all’Istituto Centrale per la Grafica di Roma, nel codice Corsini 158 I 5, in parte a Eton, nell’archivio Topham e il restante nei codici Capponiani 284 e 285 della Biblioteca Apostolica Vaticana. Cfr. Connor 1999, p. 205, nota 10.

  • 68

    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, inv. DF - C130183. Cfr. Fileri 2000, p. 143, n. 82.

  • 69

    Eton, Topham Collection, inv. ECL-Bn 13.10. Cfr. Connor Bulman 2001, p. 221 figura 2.

  • 70

    Ficoroni 1732, p. 38.

  • 71

    Cfr. Granino Cecere 2005, p. 244, n. 283.

  • 72

    Cfr. Massaro 2015, pp. 1108-1109, n. 29.

  • 73

    Cfr. Ferrua 1979, p. 14 ad n.

  • 74

    Cfr. Ferrua 1979, p. 146.

  • 75

    L’apografo, come segnala anche il lemma del CIL, è accompagnato dall’indicazione di mano di Ficoroni «dono dedi illmo. D. Ioanni Frederick». Il personaggio è forse da identificare con John Frederick (1708-1783), fratello di Charles Frederick (1709-1785), eminente antiquario inglese e presidente della Society of Antiquaries tra il 1736 e il 1740. Cfr. Ingamells 1997, pp. 382-383.

  • 76

    Cfr. Massaro 2015, pp. 1118-1119, n. 40.

  • 77

    Cfr. Ferrua 1979, p. 70 ad n.

  • 78

    Cfr. Massaro 2015, pp. 1116-1117, n. 38.

  • 79

    Cfr. Massaro 2015, p. 1108, n. 28.

  • 80

    Cfr. Ferrua 1979, p. 14 ad n.

  • 81

    Cfr. Ferrua 1979, p. 57 ad n.

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