Risultati per " Quodlibetal Questions"

In questo saggio è ricostruita la posizione di Giovanni di Napoli sul principio di individuazione, situata in due Questioni quodlibetali, con un’attenzione particolare per le fonti da lui utilizzate. Sono prese in esame tre fonti suggerite da P. T. Stella in un saggio del 1951, delle quali è valutata l’attendibilità, e viene infine proposto un confronto tra la posizione di Giovanni e quella di Roberto di Orford nel Correctorium corruptorii. Sciendum, indicando la letteratura dei Correctoria come probabile fonte primaria.

 

In this essay we examine John of Naples’ position on the principle of individuation by analyzing his solution of two Quodlibetal Questions, and discuss John’s potential sources. First we evaluate the sources proposed by P. T. Stella in a study of 1951, and then compare John’s position with that of Robert of Orford in his Correctorium corruptorii. Sciendum. This work, and more generally the tradition of the Correctoria, seems to be John’s primary source on the issue of individuation.


La possibile rilettura, con conseguente nuova interpretazione, di uno scholium alla ἐκθέωϲιϲ di Arsinoe di Callimaco (Fr. 228 Pfeiffer ad l.7) potrebbe consentire di formulare una nuova ipotesi sulla dibattuta data di morte della regina Arsinoe II Filadelfo, forse avvenuta durante il plenilunio fra 16 e 17 giugno del 268 a.C.


Thanks to a re-interpretation of a scholium to the ἐκθέωϲιϲ of Arsinoes by Callimachus (Fr. 228 Pfeiffer ad l.7) it could be possible to put forward a new hypothesis on the date of death of Queen Arsinoe II Philadelphus, which may have occurred during the full moon between the 16th and 17th June 268 BC.


L'autore ha rintracciato nei manoscritti Lat. 11919 e Fr. 17678 della Bibliothèque Nationale de France nove comunicazioni autografe di Raffaele Fabretti (1620-1700) a Jean de Mabillon (1632-1707), tra le quali due lettere, un 'mémoire' contenente la risposta ad alcuni quesiti di Mabillon sul popolamento delle catacombe, due estratti dal manoscritto della silloge epigrafica di Fabretti, stampata nel 1699, e alcuni biglietti contenenti disegni di iscrizioni e altre notizie di argomento epigrafico, in parte riversate da Mabillon nell'Iter Italicum (1687). Dal dossier si ricava una messe di informazioni sulle prime fasi redazionali della silloge di Fabretti, la sua collaborazione transazionale con Mabillon, e i reciproci malintesi che sarebbero sfociati alla fine in aperta controversia sulla questione delle pratiche funerarie dei primi cristiani.

 

The author found nine handwritten communications from Raffaele Fabretti to Jean de Mabillon in manuscripts Lat. 11919 and Fr. 17678 of the Bibliothèque Nationale de France, including two letters, a «mémoire» containing the answer to some questions from Mabillon on the population of the catacombs, two excerpts from Fabretti's epigraphic sylloge, printed in 1699, and several notes containing drawings of inscriptions and other epigraphic information, some of which were incorporated by Mabillon into his Iter Italicum (1687). This dossier provides welcome insight into the early redactional stages of Fabretti's sylloge, his transactional working relationship with Mabillon, and the mutual misunderstandings that were eventually to blow up into a very public confrontation on the matter of the burial practices of ancient Christians.


Questo lavoro fa parte di una ricerca più ampia, che rientra nelle attività del Partenariato Esteso 5 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PE5 PNRR).

Il contributo si propone di analizzare il grado di ricezione della lingua di testi storico-artistici da parte di un campione di persone comuni. In particolare, si esaminano i dati di un questionario somministrato a 232 individui con caratteristiche eterogenee. A questi ultimi sono state poste domande relative al grado di comprensione di tre testi redatti da storici dell’arte e delle relative riscritture, realizzate dai linguisti per un pubblico di non specialisti.

Le risposte al questionario vengono esaminate grazie ad un’analisi bivariata, che incrocia cioè tali risposte alle caratteristiche socio-anagrafiche e biografiche dei soggetti.

La ricerca mostra che ciò che più sembra contare, ai fini della lettura e della comprensione di questi testi, non è semplicemente il titolo di studio, quanto piuttosto lo studio pregresso dell’arte e la frequenza con cui si visitano i siti storico-artistici. Sembra inoltre emergere un’interessante produttività della variabile di genere: i testi appaiono di più facile lettura fra le donne. La diatopia, al contrario, non pare una dimensione statisticamente rilevante.

L’indagine da ultimo indica un grado di apprezzamento assai elevato delle riscritture proposte, che paiono davvero essere uno strumento prezioso per la fruibilità di questi testi, rispetto a target di pubblico diversi e sociolinguisticamente differenziati.

 

This work is part of a broader research project carried out within the framework of Extended Partnership 5 of the National Recovery and Resilience Plan (PE5 PNRR).
The paper aims to analyse the extent to which the language of historical-artistic texts is accessible to a sample of laypeople. Specifically, it examines data from a questionnaire administered to 232 individuals with heterogeneous profiles. Participants were asked questions regarding their comprehension of three texts authored by art historians, along with corresponding rewritings produced by linguists for a non-specialist audience.

The questionnaire responses are examined through bivariate analysis, which cross-tabulates the answers with participants’ socio-demographic and biographical characteristics.
Findings suggest that, in terms of text readability and comprehension, what matters most is not merely the level of formal education, but rather previous exposure to art-related studies and the frequency of visits to historical-artistic sites.

An interesting gender-related trend also appears to emerge: the texts seem to be more easily understood by women. By contrast, the diatopic variable does not appear to be statistically significant.

Finally, the study indicates a very high degree of appreciation for the proposed rewritings, which appear to be an effective tool for enhancing the accessibility of such texts, for diverse and sociolinguistically differentiated audiences.