Proponho uma análise hermenêutica da concepção lírica da poesia de Teixeira de Pascoaes (1877-1952), poeta representativo do alto romantismo português, e de Vita Nuova de Dante Alighieri (1265-1321), lido por Auerbach como um criador do romantismo. Respeitando as idiossincrasias autorais, a exegese fundamenta-se num tópico bifurcado que perpassa a legião dos poetas líricos, a saber: a invenção do amor, através da distinção entre «amor amante» e «amor criador», e da figura da mulher amada, Beatriz e Eleonor, respectivamente. Esta distinção permite entender Dante e Pascoaes como dois realistas do desejo e o amor como o protesto mais sério contra a morte.
I propose a hermeneutic analysis of the lyrical conception of the poetry of Teixeira de Pascoaes (1877-1952), a representative poet of high Portuguese romanticism, and of Vita Nuova by Dante Alighieri (1265-1321), read by Auerbach as a creator of romanticism. Respecting authorial idiosyncrasies, this exegesis is based on a bifurcated topic that runs through the legion of lyrical poets: the invention of love, through the distinction between «loving love» and «creational love», and the figure of the beloved women, Beatriz and Eleonor, respectively. This distinction allows us to understand Dante and Pascoaes as two realists of desire, and love as the most profound protest against death.
L’articolo prende le mosse da una delle principali criticità che rendono piuttosto lenta e complessa l’informatizzazione delle risorse lessicali e lessicografiche: il mark-up manuale in XML-TEI. Accanto agli indubbi vantaggi offerti dalle versioni elettroniche – in primis l’accessibilità e la valorizzazione delle risorse – la conversione dei dizionari di seconda generazione (specialmente quelli di secondo livello, che prevedono l’informatizzazione del testo e della sua struttura) si rivela spesso onerosa in termini di tempo e risorse.
A partire da questa premessa, la ricerca propone un approccio sperimentale che prevede l’impiego dell’intelligenza artificiale – nello specifico ChatGPT – per marcare i testi in XML-TEI in modo semiautomatico: dopo una fase preliminare di formalizzazione del testo (il cosiddetto file pre-markup), orientata all’individuazione di pattern ricorrenti, il modello viene guidato attraverso istruzioni mirate per generare file .xml conformi alle linee guida TEI, con l’obiettivo di ottenere risultati di livello medio-alto pur riducendo significativamente i tempi di lavorazione, e favorire così la sostenibilità di progetti di lessicografia elettronica su larga scala.
This paper starts from one of the main critical issues that slow down and complicate the computerizing lexical and lexicographic resources: manual XML-TEI markup. Alongside the undeniable advantages offered by electronic versions – notably in terms of accessibility and resources enhancement – the conversion of retro-digitized dictionaries (especially second-level dictionaries, which involve the digital encoding of both the text and its internal structure) often proves time-consuming and resource-intensive.
Building on this premise, the study proposes an experimental approach involving the use of artificial intelligence – specifically ChatGPT – to perform semi-automatic XML-TEI markup. Following a preliminary phase of text formalization (the so-called pre-markup file), aimed at identifying recurring structural patterns, the model is guided through targeted instructions to generate .xml files compliant with TEI guidelines. The ultimate goal is to produce medium-to-high quality outputs while significantly reducing processing time, thereby promoting the sustainability of large-scale electronic lexicography projects.
Nei progetti lessicografici digitali viene consigliato di utilizzare gli Identificatori persistenti. In questo contributo si esplora l’opportunità di utilizzare il DOI (Digital Object Identifier) come strumento per la diffusione e promozione di un progetto lessicografico digitale, usando Crossref come agenzia di registrazione. Occorre registrare una serie di DOI, in corrispondenza dei vari livelli gerarchici con cui la banca-dati lessicografica è organizzata, prevedendo la compilazione di metadati di qualità e ricchi di informazioni, con l’obiettivo di identificare il sistema più ampio di metadati che possa favorire la diffusione del progetto e massimizzarne l’impatto.
Nell’articolo viene quindi analizzato in dettaglio il tracciato di registrazione del DOI, mettendo in evidenza le informazioni necessarie e consigliate per la diffusione, esemplificando come collocarle nel sistema di tag previsti dallo schema di registrazione.
In digital lexicographic projects, the use of persistent identifiers is recommended. This contribution explores the opportunity to adopt Digital Object Identifiers (DOIs) as a tool for the dissemination and promotion of a digital lexicographic project, utilizing Crossref as the registration agency. To achieve maximum dissemination, a series of DOIs need to be registered, corresponding to the various hierarchical levels through which the lexicon database is organized. This necessitates the compilation of high-quality metadata that is rich in information.
This article provides a detailed analysis of the DOI registration process, highlighting the necessary and recommended information for dissemination. It exemplifies how to incorporate this information into the tag system specified by the registration schema.
Questo lavoro fa parte di una ricerca più ampia, che rientra nelle attività del Partenariato Esteso 5 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PE5 PNRR).
Il contributo si propone di analizzare il grado di ricezione della lingua di testi storico-artistici da parte di un campione di persone comuni. In particolare, si esaminano i dati di un questionario somministrato a 232 individui con caratteristiche eterogenee. A questi ultimi sono state poste domande relative al grado di comprensione di tre testi redatti da storici dell’arte e delle relative riscritture, realizzate dai linguisti per un pubblico di non specialisti.
Le risposte al questionario vengono esaminate grazie ad un’analisi bivariata, che incrocia cioè tali risposte alle caratteristiche socio-anagrafiche e biografiche dei soggetti.
La ricerca mostra che ciò che più sembra contare, ai fini della lettura e della comprensione di questi testi, non è semplicemente il titolo di studio, quanto piuttosto lo studio pregresso dell’arte e la frequenza con cui si visitano i siti storico-artistici. Sembra inoltre emergere un’interessante produttività della variabile di genere: i testi appaiono di più facile lettura fra le donne. La diatopia, al contrario, non pare una dimensione statisticamente rilevante.
L’indagine da ultimo indica un grado di apprezzamento assai elevato delle riscritture proposte, che paiono davvero essere uno strumento prezioso per la fruibilità di questi testi, rispetto a target di pubblico diversi e sociolinguisticamente differenziati.
This work is part of a broader research project carried out within the framework of Extended Partnership 5 of the National Recovery and Resilience Plan (PE5 PNRR).
The paper aims to analyse the extent to which the language of historical-artistic texts is accessible to a sample of laypeople. Specifically, it examines data from a questionnaire administered to 232 individuals with heterogeneous profiles. Participants were asked questions regarding their comprehension of three texts authored by art historians, along with corresponding rewritings produced by linguists for a non-specialist audience.
The questionnaire responses are examined through bivariate analysis, which cross-tabulates the answers with participants’ socio-demographic and biographical characteristics.
Findings suggest that, in terms of text readability and comprehension, what matters most is not merely the level of formal education, but rather previous exposure to art-related studies and the frequency of visits to historical-artistic sites.
An interesting gender-related trend also appears to emerge: the texts seem to be more easily understood by women. By contrast, the diatopic variable does not appear to be statistically significant.
Finally, the study indicates a very high degree of appreciation for the proposed rewritings, which appear to be an effective tool for enhancing the accessibility of such texts, for diverse and sociolinguistically differentiated audiences.