L’estetica di Max Bense prende forma a partire dalla consapevolezza che la tecnica non costituisce più un semplice strumento accessorio, ma una forza strutturante che definisce la realtà moderna. In questa prospettiva, la tecnica non è un attributo dell’individuo, bensì una condizione costitutiva della società nel suo insieme. L’arte, allora, diventa tanto un indicatore dei processi di sviluppo sociale quanto uno spazio critico in cui si riflettono e si mettono in scena le illusioni e le disillusioni materiali generate da tali processi. Questo articolo si propone di dimostrare come l’Estetica Informazionale di Max Bense costituisca un quadro filosofico non solo tecnico, ma anche politico e sociale. L’obiettivo è di evidenziare come i temi della civiltà, della società e del ruolo della tecnica siano centrali nell’approccio estetico fondato da Max Bense – in particolare in relazione all’opera d’arte – che egli considera essenziale nel processo di civilizzazione.
Max Bense’s aesthetics originates from an acute awareness of a world where technical progress is no longer a mere accessory but a force that permeates our society. Technique is conceived as a structural dimension of society at large, rather than an attribute of the individual, while art functions both as a marker of societal development and as a realm where material illusion and disillusion are articulated. This article aims to demonstrate how Max Bense’s Information Aesthetics constitutes a philosophical framework that is not only technical but also political and social. We seek to highlight how the themes of civilization, society, and the role of technique are central to the aesthetic approach founded by Max Bense – particularly in relation to the artwork – which he considers essential to the process of civilization.
L'articolo analizza la figura e il magistero di Ettore Casari presso l’Università di Firenze, puntando l’attenzione sul suo ruolo per lo sviluppo della logica in Italia a partire dagli anni '60. Attraverso un approccio che unisce rigore formale e riflessione epistemologica, Casari ha approfondito le conseguenze dei teoremi limitativi della logica di Gödel e Tarski e i motivi dell’autoriferimento logico; il suo contributo si estende dallo studio della logica classica alla logica intuizionistica alle logiche alternative, fino alla ricerca di "ponti" interdisciplinari tra matematica, fisica e filosofia. L'opera di Casari emerge come un modello di umanesimo scientifico, capace di integrare la precisione tecnica con una profonda prospettiva storica e metodologica.
The article analyzes the figure and the teaching of Ettore Casari at the University of Florence, focusing on his role in the development of logic in Italy beginning in the 1960s. Through an approach that combines formal rigor with epistemological reflection, Casari explored the consequences of the limitative theorems of logic by Gödel and Tarski; his contribution extends from the study of classical logic to alternative logics, reaching toward the search for 'interdisciplinary bridges' between mathematics, physics, and philosophy. Casari’s work emerges as a model of scientific humanism, capable of integrating technical precision with a profound historical and methodological perspective.