Risultati per " Intuitionistic Logic"

L'articolo analizza la figura e il magistero di Ettore Casari presso l’Università di Firenze, puntando l’attenzione sul suo ruolo per lo sviluppo della logica in Italia a partire dagli anni '60. Attraverso un approccio che unisce rigore formale e riflessione epistemologica, Casari ha approfondito le conseguenze dei teoremi limitativi della logica di Gödel e Tarski e i motivi dell’autoriferimento logico; il suo contributo si estende dallo studio della logica classica alla logica intuizionistica alle logiche alternative, fino alla ricerca di "ponti" interdisciplinari tra matematica, fisica e filosofia. L'opera di Casari emerge come un modello di umanesimo scientifico, capace di integrare la precisione tecnica con una profonda prospettiva storica e metodologica.

 

The article analyzes the figure and the teaching of Ettore Casari at the University of Florence, focusing on his role in the development of logic in Italy beginning in the 1960s. Through an approach that combines formal rigor with epistemological reflection, Casari explored the consequences of the limitative theorems of logic by Gödel and Tarski; his contribution extends from the study of classical logic to alternative logics, reaching toward the search for 'interdisciplinary bridges' between mathematics, physics, and philosophy. Casari’s work emerges as a model of scientific humanism, capable of integrating technical precision with a profound historical and methodological perspective.


All’interno del grande problema metodologico sul rapporto tra Logica e Realphilosophie, Hegel identifica come realmente scientifica la comprensione della relazione tra Begriff e Vorstellung, in cui si tratta della rappresentazione come strumento categoriale dove il pensiero è immerso nell’alterità. A partire dalla necessità metodologica di un nesso sistematico tra rappresentazione e concetto, costitutivo di una logica combinatoria, il presente contributo si propone di comprendere quali ragioni sistematico-concettuali hanno portato Hegel nell’Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio (nelle sue edizioni più tarde: 1827,1830) a una rivalutazione della rappresentazione in quanto materia indispensabile e condizione necessaria per la conoscenza. La ripresa hegeliana della Vorstellung come sinonimo del logico immerso nell’alterità porterà a interrogarsi sul modo in cui la nozione di Übersetzung sia idonea a esprimere quella delicata azione svolta dalla coscienza nell’atto di far assumere ai propri contenuti una forma filosofica, consentendo di comprendere tutti i gradi della Realphilosophie come momenti di una logica della rappresentazione. Muovendo da tali osservazioni sarà necessario domandarsi se e in che senso la logica combinatoria possa essere considerata una semplice trasposizione del concetto nella rappresentazione o la messa in atto della componente concettuale che nella rappresentazione si volge all’esperienza.

 

Within the methodological problem of the relationship between Logic and Realphilosophie, Hegel identifies as truly scientific the understanding of the relationship between Begriff and Vorstellung. In that relationship, representation is treated as a categorical instrument where thought is immersed in otherness. Starting from the methodological necessity of a systematic link between representation and concept, constitutive of a combinatory logic, the present contribution aims to understand what systemic-conceptual reasons led Hegel in the Encyclopaedia of the Philosophical Sciences in Compendium (in its later editions: 1827,1830) to a re-evaluation of representation as an indispensable subject and necessary condition for knowledge. The Hegelian revival of Vorstellung as a synonym for the logical immersed in otherness will then lead to questioning how the notion of Übersetzung is suitable for expressing that delicate action performed by consciousness in the act of making its contents take on a philosophical form, making it possible to understand all the degrees of the Realphilosophie as moments of a logic of representation. On the basis of these observations, it will finally be necessary to ask whether and in what sense combinatorial logic can be considered as a simple transposition of the concept into representation or as the implementation of the conceptual component that in representation turns to experience.