Abstract
In occasione dei 100 anni dell’Università di Firenze, questo intervento intende ricordare la figura di Arnaldo Pizzorusso, insigne maestro della Francesistica italiana, docente all’Università di Firenze dal 1965 al 1993.
On the occasion of the 100th anniversary of the University of Florence, this presentation aims to commemorate Arnaldo Pizzorusso, distinguished professor of Italian French studies at the University of Florence from 1965 to 1993.
Parole chiave
Keywords
Gli «esprits fins» sono sempre esenti dagli eccessi
dell’immaginazione e della passione? Non solo
l’immaginazione, ma anche il pregiudizio e
l’abitudine producono illusioni…1
Arnaldo Pizzorusso (Bagni di Lucca,1923-Firenze, 2012), già allievo di Giovanni Macchia a Pisa2, ha insegnato Letteratura francese all’Università di Firenze dal 1965 al 1993, divenendovi professore emerito nel 1997. L’Università fiorentina rappresenta il punto di arrivo di una lunga e brillante carriera, che lo vede dapprima docente all’Università di Cagliari (1949-1953), poi all’Università di Pisa (1953-1965). Membro dell’Accademia di Scienze e Lettere La Colombaria, Accademico dei Lincei, Arnaldo Pizzorusso fu insignito in Francia della Legion d’onore. Professore ospite nelle università di Yale, Sorbona e Chicago, della sua fama sovranazionale attestano le lauree honoris causa conferitegli dall’Università di Chicago e dall’Università di Reims3. Fu altresì ospite al Collège de France su invito di Marc Fumaroli: le sue lezioni sono raccolte sotto il titolo: Quel piccolo cerchio di parole. Elementi di una poetica letteraria nel Seicento francese4.
Sebbene la mia formazione di francesista non abbia potuto beneficiare del suo magistero, la cui austerità per quanto talvolta solo apparente era spesso temuta dagli studenti, Arnaldo Pizzorusso mi accolse più che benevolmente a partire dal 2001 come membro della redazione della Rivista di Letterature moderne e comparate, rivista fondata nel 1957 da Carlo Pellegrini e Vittorio Santoli, che lui dirigeva già dal 1975 come condirettore e dal 1995 come direttore unico. Fu in questo contesto che maturò quello che amerei definire, se non mi si tacciasse di superbia, un sodalizio. Molto imparai da lui, che brillava nella narrazione, nell’aneddotica e nel motto arguto: piaceri intellettuali che si concedeva come salienze occasionali sullo sfondo di una sobrietà, di una severità e di un rigore giansenista che lo contraddistinguevano nei modi. Molti miei lavori – felicemente lontani dai suoi, come ebbe a dirmi – presero vita in seno a quel dialogo e profittarono del suo incoraggiamento.
Negli ultimi dieci anni della sua vita, e soprattutto dopo la scomparsa della moglie Anne-Marie Hustache, anche lei francesista e docente a Pisa, ho avuto in sorte di assecondarlo e sostenerlo, quando le possibilità del corpo e della mente gradualmente venivano scemando, nel suo desiderio di dar seguito alla sua attività di studio e di ricerca. Il filone privilegiato fu quello dei Quaderni di studio5 – frutto degli appunti di lettura compendiati nell’intero arco della sua vita – attraverso il ritrovamento di carte dimenticate. Questa sua anamnesi scrittoria, confluita in diverse pubblicazioni, appariva quanto mai necessaria in una fase in cui, compiuto il lavoro di investimento intellettuale, ci si ricongiunge con una parte di noi spesso condannata ad agire nell’ombra. Si trattava di un percorso di decostruzione del soggetto – del suo egotismo, del suo narcisismo, del suo edonismo – fondata sul primato dell’abnegazione, dell’enigma, del silenzio, dell’incompiuto. Lui, affermato sei e settecentista6 ma contraddistintosi da sempre per il suo eclettismo – tanto più raro in un’epoca in cui gli studi di Francesistica andavano dirigendosi verso lo specialismo7 – oramai da anni si interessava alla filosofia negativa. Erano suoi modelli spesso riposti, mai sbandierati, certi autori del primo Novecento quali Valéry8, Gide, Proust, che diversamente gli fornivano occasioni per ridiscutere la propria posizione, ma anche per recuperare una dimensione più intima di sé, ai margini dell’ufficialità accademica nella quale per lungo tempo aveva militato. Questa ricerca sembrava dirigersi da un lato verso un’umanità più immediata, più informale e amicale, più empatica e forse più gioiosa; dall’altro, verso una sempre maggiore asciuttezza stilistica, dove sempre più si sfrangiava il confine tra silenzio e parola. Veniva meno, così, la provocazione dell’aforista il cui spirito pure si conservava nell’asciuttezza e discrezione delle forme, nel ricordo dell’amato Joseph Joubert9.
Cominciò un laborioso, e talvolta quasi maniacale, processo di rimemorazione. Dopo aver tentato di avvalersi senza successo di una vecchia Olivetti Lettera 32, la cui obsolescenza ci parve irrecuperabile, l’arte antica della penna giunse ancora in suo soccorso; e fu così che, con paziente lavoro di copista e compendiatore riportò alla luce, redimendoli da oblio decennale, i fondi di cassetto del suo scrittoio e della sua memoria. In quelle che volle chiamare: Variazioni.Carte ritrovate[10], il «bric à brac confus» – per citare il Baudelaire a lui caro11 – di missive o fogli sparsi fu eletto a modello di una nuova scrittura quasi ai margini della vita e della pagina: la sospensione (reticenza, o interrogazione) in quelle glosse era di gran lunga, si dovette riconoscere, lo stilema preponderante accanto alla variazione, pratica che da sempre caratterizzava il suo spirito insieme ludico e pudico12. Con tale prammatica salutare, quasi confessionale, Pizzorusso portava a compimento quell’ascesi dell’ego che sempre aveva osservato, d’altronde, nella vita. Memore di quel Seicento francese13 dove, come si sa, dire “io” appare una violazione al principio di eleganza morale, il percorso di abnegazione attuale aggiungeva qualcosa di più umano al dubbio cartesiano, il quale da sempre gli aveva imposto la forma interrogativa e dubitativa. Frutto del lavoro critico anteriore, questa spoliazione di sé fu a mio vedere il punto più alto – sublimitas in humilitate – di Arnaldo Pizzorusso.
Mi sia concesso, in segno della nota passione dello studioso per l’aneddotica, ricordare il suo ultimo sforzo intellettuale, che fu quello di dedicarsi – conformemente al suo umanistico senso del dovere mai disunito dal piacere – alla lettura integrale del mio fin troppo corposo volume dal titolo Il Castello della Speranza14. Il titolo, mallarmeano, portava con sé la propria illusione: il libro non è che un castello di carta, eppur necessario. Mi giunsero insieme, il 27 marzo 2012, il volume fresco di stampa e la notizia della sua scomparsa. Intesi cogliere in questa concomitanza il segno, reso indelebile, della sua eredità.
La redazione della Rivista di Letterature moderne e comparate volle rendere omaggio al suo storico direttore con un supplemento a lui dedicato dove figuravano, oltre alla Bibliografia completa degli scritti a mia cura, memorie di studiosi a lui cari: Patrizio Collini, Valerio Magrelli, Carlo Ossola15. A quella occasione fa seguito, in questa sede, la testimonianza di due suoi studenti, che si riferisce ai primi e agli ultimi anni di insegnamento di Arnaldo Pizzorusso: quella di Marco Lombardi, che fu suo allievo dal 1969 al 1973, e quella di Barbara Innocenti, che non solo è allieva dell’allievo, ma è anche testimone dell’ultimo corso tenuto da Pizzorusso nel 1993, prima del suo pensionamento.
Negli ultimi giorni di vita Pizzorusso teneva lezioni immaginarie ai suoi studenti. Mi piace interpretare questa sua perseveranza, protratta oltre l’ora accademica, come un segno della sua ultima volontà: quella di voler portare la parola, chiusa nel suo piccolo cerchio professionale, spaziale, o temporale, oltre ogni soglia.
Note
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Pizzorusso 1992, p. 87.
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Pizzorusso 2002, pp. 301-307.
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Si rinvia, per la biografia dello studioso, a: Angeli 2015. La bibliografia completa degli scritti (1949-2011), pubblicata nel Supplemento al vol. LXV della «Rivista di Letterature moderne e comparate» (Per Arnaldo Pizzorusso 2012), è stata, per gentile concessione dell’editore, resa disponibile in accesso aperto sulla Rivista «RIEF-Revue Italienne d’Études françaises» e sul portale dell’Associazione Amici dell’Istituto Francese di Firenze (AAIFF). Si vedano: Landi 2013 e Lombardi 2013. La compilazione a mia cura, risalente al 2013, si basava su una precedente pubblicazione a cura dello stesso autore per Il Mulino (Pizzorusso 1999b), che potei completare grazie allo spoglio di altri materiali schedati e gentilmente messi a disposizione dal figlio Claudio Pizzorusso, che qui ringrazio.
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Pizzorusso 1992.
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Pizzorusso 1999, pp. 267-281; Pizzorusso 2001, pp. 321-333; Pizzorusso 2001 (b), pp. 48-61; Pizzorusso 2002 (b), pp. 199-224; Pizzorusso 2002 (c), pp. 183-196; Pizzorusso 2003, pp. 207-222; Pizzorusso 2005, pp. 753-768; Pizzorusso 2005 (b), 83-104; Pizzorusso 2007, pp. 75-94; Pizzorusso 2008, pp. 493-499; Pizzorusso 2009, pp. 207-218; Pizzorusso 2010, pp. 203-214. Questi lavori sparsi sono stati poi riuniti in più volumi nella collana da lui fondata di «Studi di Letterature moderne e comparate»: Pizzorusso 2000 (n. ed. 2005); Pizzorusso 2003 (b); Pizzorusso 2006; Pizzorusso 2007 (b).
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Pizzorusso 1968; Pizzorusso 1992; Pizzorusso 1990.
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Pizzorusso 1971.
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Pizzorusso 1989, pp. 141-148; e Pizzorusso 1989 (b), pp. 113-134. Poi in: Pizzorusso 1992, pp. 523-537.
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Pizzorusso 1951; Pizzorusso 1952; Pizzorusso 2004, pp. 61-72; Pizzorusso 1991, pp. 91-99.
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Pizzorusso 2011, pp. 109-114.
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Charles Baudelaire, Le Cygne, in Baudelaire 1861, p. 203. Cfr. Pizzorusso 1975.
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Pizzorusso 1982.
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Pizzorusso 1992. Alla storia delle idee con riferimento al Seicento Pizzorusso ha dedicato una decina di articoli (su letteratura, autore, arte narrativa, immaginazione, critica, bello, retorica, epica biblica, ecc). Vedi Bibliografia delle opere complete 2012.
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Cfr. Landi 2011.
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Per Arnaldo Pizzorusso, 2012.
Bibliografia
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AAVV 2012 = Per Arnaldo Pizzorusso, supplemento al vol. LXV della «Rivista di Letterature moderne e comparate».
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Angeli 2015 = Giovanna Angeli (a cura di), Pizzorusso, Arnaldo, in Dizionario Biografico degli Italiani-Volume 84. Istituto Fondazione Treccani: https://www.treccani.it/enciclopedia/arnaldo-pizzorusso_(Dizionario-Biografico)/. Consultato il 16/04/2025.
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Baudelaire 1861 = Charles Baudelaire, Les Fleurs du mal, Paris, Poulet-Malassis et de Broise.
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Landi 2011 = Michela Landi, Il Castello della Speranza. I poeti simbolisti e il corpo arcano della musica, Pisa, Pacini.
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Landi 2013 = Michela Landi (a cura di), Bibliografia completa delle opere di Arnaldo Pizzorusso, in Per Arnaldo Pizzorusso (2012), poi in: «RIEF-Revue italienne d’études françaises» (3-2013): https://journals.openedition.org/rief/263. Consultata il 16/04/2025.
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Lombardi 2013 = Marco Lombardi (a cura di), presentazione della Bibliografia completa delle opere di Arnaldo Pizzorusso, a cura di Michela Landi. Pagina ufficiale dell’Associazione Amici dell’Istituto Francese di Firenze (AAIFF): https://www.aaiff.it/doc/info_personali/pizzorusso_bibliografia.pdf. Consultata il 16/04/2025.
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Pizzorusso 1951 = Arnaldo Pizzorusso, La poetica di Joubert, Sassari, Gallizzi.
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Pizzorusso 1952 = Arnaldo Pizzorusso, L’immaginazione e le immagini in Joseph Joubert, Sassari, Gallizzi.
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Pizzorusso 1961 = Da Montaigne a Baudelaire. Prospettive e commenti, Roma, Bulzoni.
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Pizzorusso 1968 = Arnaldo Pizzorusso, Teorie letterarie in Francia. Ricerche sei-settecentesche, Pisa, Nistri-Lischi.
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Pizzorusso 1975 = Arnaldo Pizzorusso, Sedici commenti a Baudelaire, Firenze, Vallecchi.
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Pizzorusso 1982 = Arnaldo Pizzorusso, Analisi e variazioni. Studi francesi, Roma, Bulzoni.
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Pizzorusso 1989 = Sui «Cahiers» di Valéry: le immagini del soggetto, «Belfagor», XLIV.
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Pizzorusso 1989 (b) = Sui «Cahiers» di Valéry: l’invenzione e la negazione dell’io, «Saggi e Ricerche di Letteratura Francese», XXVIII.
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Pizzorusso 1990 = Arnaldo Pizzorusso, Letture di romanzi. Saggi sul romanzo francese del Settecento, Bologna, Il Mulino.
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Pizzorusso 1991 = Arnaldo Pizzorusso, L’Invention et la négation du Moi, «Littérature Moderne», 2: Paul Valéry, Paris-Genève, Champion-Slatkine.
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Pizzorusso 1992 = Arnaldo Pizzorusso, Quel piccolo cerchio di parole. Elementi di una poetica letteraria nel Seicento francese, Bologna, Il Mulino.
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Pizzorusso 1992 (b) = Arnaldo Pizzorusso, Sui «Cahiers» di Valéry: l’invenzione e la negazione dell’io, in Da Malebolge alla Senna. Studi letterari in onore di Giorgio Santangelo, Palermo, Palumbo.
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Pizzorusso 1999 = Arnaldo Pizzorusso, Quaderni di studio 1975-1979, «Rivista di Letterature moderne e comparate», LII.
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Pizzorusso 1999 (b) = Arnaldo Pizzorusso, Bibliografia degli scritti (1950-1998), Bologna, Il Mulino.
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Pizzorusso 2000 = Arnaldo Pizzorusso, Quaderni di studio 1975-1990, Pisa, Pacini, (n. ed. 2005).
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Pizzorusso 2001 = Arnaldo Pizzorusso, Quaderni di studio 1991, «Rivista di Letterature moderne e comparate», LIV.
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Pizzorusso 2001 (b) = Arnaldo Pizzorusso, Taccuini 1994, «Paragone/Letteratura», terza serie, n. 36-38 (618-622).
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Pizzorusso 2002 = Arnaldo Pizzorusso, Ricordo di Giovanni Macchia (Roma, 11 gennaio 2002), «Atti della Accademia Nazionale dei Lincei, Rendiconti della Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche», serie IX, vol. XIII.
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Pizzorusso 2002 (b) = Arnaldo Pizzorusso, Cahiers 1992, in Relais. Dix études réunies à l’hommage de Georges Blin, Paris, José Corti.
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Pizzorusso 2002 (c) = Arnaldo Pizzorusso, Quaderni di studio 1993, «Rivista di Letterature moderne e comparate», LV.
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Pizzorusso 2003 = Arnaldo Pizzorusso, Quaderni di studio 1995, «Rivista di Letterature moderne e comparate», LVI.
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Pizzorusso 2003 (b) = Quaderni di studio 1991-1996, Pisa, Pacini.
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Pizzorusso 2004 = Arnaldo Pizzorusso, Prospettive sul frammento: l’esempio di Joubert, in Théorie et pratique du fragment, Actes du Colloque International de la Società Universitaria per gli Studi di Lingua e Letteratura Francese (SUSLLF), Venise, 28-30 novembre 2002, études réunies par Lucia Omacini et Laura Este Bellini, Genève, Slatkine.
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Pizzorusso 2005 = Arnaldo Pizzorusso, Quaderni di studio 1997, in Les Pas d’Orphée. Scritti in onore di Mario Richter, Padova, Unipress.
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Pizzorusso 2005 (b) = Arnaldo Pizzorusso, Quaderni di studio 1998, «Rivista di Letterature moderne e comparate», LVIII.
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Pizzorusso 2006 = Quaderni di studio 1997-2001, Pisa, Pacini.
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Pizzorusso 2007 = Quaderni di studio 2002, «Rivista di Letterature moderne e comparate», LX.
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Pizzorusso 2007 (b) = Quaderni di studio 2002-2006, postfazione di Giovanna Angeli, Pisa, Pacini.
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Pizzorusso 2008 = Quaderni di studio 2007, «Rivista di Letterature moderne e comparate», LXI.
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Pizzorusso 2009 = Quaderni di studio 2008, «Rivista di Letterature moderne e comparate», LXII.
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Pizzorusso 2010 = Quaderni di studio 2009, «Rivista di Letterature moderne e comparate», LXIII.
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Pizzorusso 2011 = Variazioni, carte ritrovate, «Rivista di Letterature moderne e comparate», LXIV.
Informazioni
- Data ricezione: 01/05/2025
- Data accettazione: 28/01/2026
- Data pubblicazione: 12/02/2026
- DOI: 10.35948/DILEF/2026.4398
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