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Due maestri di letterature neolatine: Oreste Macrí e Arnaldo Pizzorusso.

Introduzione

 ARTICOLO SCIENTIFICO

  • Data ricezione: 01/05/2025
  • Data accettazione: 31/01/2026
  • Data pubblicazione: 10/02/2026

Abstract

Questi interventi sono il frutto di una giornata di studi tenutasi presso l’Università di Firenze, dal titolo: Due maestri di letterature neolatine: Oreste Macrí e Arnaldo Pizzorusso. L’evento, che si inserisce nel contesto dell’iniziativa Un secolo d’eccellenza. I grandi umanisti dell’Università di Firenze coordinata dal Direttore del Dipartimento di Lettere e Filosofia (DILEF) prof. Simone Magherini nell’ambito degli eventi per il centenario dell’Università di Firenze, fu organizzato nell’ambito delle attività promosse dalla sezione di Letteratura italiana e Romanistica. Per l’occasione, allieve e allievi hanno ricordato i due Maestri dell’Ispanistica e della Francesistica fiorentina e la profonda impronta lasciata dal loro magistero in intere generazioni di studenti.

 

These presentations are the result of a study day held at the University of Florence entitled: Two masters of neo-Latin literature: Oreste Macrí and Arnaldo Pizzorusso. The event, which is part of the initiative: A century of excellence. The great humanists of the University of Florence coordinated by the Director of the Department of Literature and Philosophy (DILEF) Prof. Simone Magherini as part of the events for the centenary of the University of Florence, was organised as part of the activities promoted by the Italian and Romance Literature section. For the occasion, students remembered the two masters of Spanish and French studies in Florence and the profound mark left by their teaching on entire generations of students.


Parole chiave
Keywords

Il 21 maggio 2024, nell’Aula Magna del plesso di via Laura dell’Università di Firenze, si è tenuto un incontro intitolato Due maestri di letterature neolatine: Oreste Macrí e Arnaldo Pizzorusso. L’iniziativa, parte integrante del ciclo Un secolo d’eccellenza. I grandi umanisti dell’Università di Firenze, coordinato dal Direttore del Dipartimento di Lettere e Filosofia (DILEF) prof. Simone Magherini nell’ambito degli eventi per il centenario dell’Università di Firenze, fu da noi organizzata all’interno delle attività promosse dalla sezione di Letteratura italiana e Romanistica. Per l’occasione, illustri allieve e allievi dei due docenti hanno ricordato i loro maestri e la profonda impronta lasciata dal loro magistero in intere generazioni di studenti dell’Università di Firenze.

Oreste Macrí (Maglie, Lecce, 1913-Firenze, 1998), ispanista, italianista, francesista, comparatista, filologo, critico letterario, membro illustre dell’ermetismo fiorentino, è stato docente di Lingua e Letteratura spagnola all’Università di Firenze dal 1951 al 1983, prima come incaricato e poi come professore straordinario e ordinario (dal 1956), dirigendo, tra l’altro, presso la Facoltà di Magistero, l’Istituto Ispanico, premiato nel 1983 dalla Real Academia Española per la sua rilevante attività scientifica. Miembro correspondiente della Real Academia Española e della Hispanic Society of America, Macrí ha ricevuto numerose onorificenze, tra cui il Premio Nebrija-Universidad de Salamanca, la Medalla de oro al Mérito en las Bellas Artes e la Condecoración de la Orden de Isabel la Católica.

Nella giornata a lui dedicata, Salomé Vuelta García, docente di Letteratura spagnola al DILEF, introdusse i lavori ricordando l’approdo di Macrí a Firenze nel novembre 1931 per studiare alla Facoltà di Lettere e Filosofia e il suo precoce e vivo interesse per la letteratura spagnola, in particolare per la poesia contemporanea, a cui Macrí dedicò numerosi studi, tuttora imprescindibili; in seguito, in Macrí e la passione per la poesia, Laura Dolfi, già docente ordinaria di Letteratura spagnola all’Università di Parma e tra le più illustri allieve (e in seguito anche colleghe) di Macrí, si soffermò sugli insegnamenti del maestro, sottolineando la varietà dei contenuti dei suoi corsi accademici e il rigore critico nell’analisi dei testi poetici. Anna Dolfi, già docente ordinaria di Letteratura italiana all’Università di Firenze, dove ha svolto un’intensa attività didattica e di ricerca che ha portato alla luce un ingente numero di lettere e documenti conservati nell’archivio di Macrí, nel suo Per Oreste Macrí tracciò un rigoroso e coinvolgente profilo del maestro dal quale emerse la sua notevole competenza in vari ambiti di studio. Le testimonianze di Anna Dolfi e Laura Dolfi ci restituiscono il ritratto di uno studioso eccezionale, ma anche il volto umano di un docente straordinario che ha lasciato una profonda impronta in diverse generazioni di studenti dell’Università di Firenze.

Arnaldo Pizzorusso (Bagni di Lucca, 1923-Firenze, 2012) fu allievo di Giovanni Macchia a Pisa. Dopo le esperienze di insegnamento all’Università di Cagliari (1949-1953) e poi all’Università di Pisa (1953-1965), fu titolare della cattedra di Letteratura francese all’Università di Firenze per quasi trent’anni, dal 1965 al 1993. Nel 1997 la stessa Università gli riconobbe il titolo di  Professore emerito. Accademico dei Lincei, Arnaldo Pizzorusso fu insignito in Francia della Legion d’onore per i meriti legati alle sue ricerche. Fu Professore ospite nelle università di Yale, Sorbona e Chicago; quest’ultima gli conferì, accanto all’Università di Reims, la laurea honoris causa. Pizzorusso fu invitato da Marc Fumaroli a tenere un corso in qualità di docente ospite presso il prestigioso Collège de France di Parigi, invito che costituisce il riconoscimento ufficiale della sua carriera di illustre studioso.

Nella giornata a lui dedicata tre furono gli interventi principali: quello, introduttivo, di Michela Landi, attuale docente di Letteratura francese presso il Dipartimento DILEF e redattrice, già dal 2003, della Rivista di Letterature moderne e comparate di cui Pizzorusso era storico direttore; quello di Marco Lombardi, che fu il suo più illustre allievo proseguendone il  magistero nella nostra Università fino al 2017, anno del suo pensionamento; quello, infine, di Barbara Innocenti che, attuale docente di Letteratura francese nello stesso Dipartimento, fu testimone dell’ultimo corso di Arnaldo Pizzorusso tenuto durante l’anno accademico 1993-1994. Altre illustri allieve o colleghe presero la parola in quella circostanza per ricordare il maestro: Claudia Corti, che con Pizzorusso fondò la collana di Studi di Letterature moderne e comparate, e Ivanna Rosi, sua allieva all’Università di Pisa e poi docente nella stessa Università.

 

Michela Landi e Salomé Vuelta García

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