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Considerazioni sintattiche e lessicali sul testo di pannelli espositivi per il Centro Studi “Aldo Palazzeschi”

 ARTICOLO SCIENTIFICO

  • Data ricezione: 08/01/2026
  • Data accettazione: 10/02/2026
  • Data pubblicazione: 23/03/2026

Abstract

Questo studio rientra nelle attività di disseminazione di un progetto di ricerca inserito all’interno del Partenariato 5 del PNRR, la cui tematica è “Cultura umanistica e patrimonio culturale come laboratori di innovazione e creatività”. Il lavoro si pone l’obiettivo di individuare e classificare dei fenomeni di carattere sintattico e lessicale del gruppo di testi esaminati, relativi a pannelli per un percorso espositivo per il “Centro Studi Aldo Palazzeschi”, situato all’interno del dipartimento di Lettere e Filosofia (DILEF) dell’Università di Firenze. In chiusura, si propone un esempio di riscrittura di una parte del testo, diversificato secondo parametri sociolinguistici differenziati.

 

This paper presents a part of dissemination activities of a research project developed within Partnership 5 of the Italian National Recovery and Resilience Plan (PNRR), focused on “Humanistic Culture and Cultural Heritage as Laboratories of Innovation and Creativity”.
The aim of this work is to identify and classify syntactic and lexical phenomena within the texts under examination, consisting of exhibition panels designed for the “Centro Studi Aldo Palazzeschi”, based within the Department of Literature and Philosophy (DILEF) at the University of Florence. In the final section, an example of textual rewriting is proposed, differentiated according to distinct sociolinguistic parameters.


Parole chiave
Keywords

1. Introduzione1

Il presente contributo si inserisce all’interno del progetto A.L.D.O. – Augmented Literature as a Disclosure Observatory, per la realizzazione di un percorso espositivo per il Centro Studi Aldo Palazzeschi, costituito nel 1999, con sede presso il dipartimento di Lettere e Filosofia (DILEF) dell’Università di Firenze2. Asse portante del progetto è l’assegno di ricerca Percorsi letterari per una fruizione “aumentata” dei beni artistici finanziato nell’ambito dei finanziamenti PNRR, Partenariato Esteso 5 (“Cultura umanistica e patrimonio culturale come laboratori di innovazione e creatività”), Spoke 43.

Il percorso espositivo di A.L.D.O., creato per descrivere la vita e le opere dello scrittore e poeta Aldo Palazzeschi, si compone di cinque pannelli (più uno inteso come punto di orientamento e accoglienza), ciascuno dei quali integra una sezione testuale, immagini corredate da didascalia e un QR code associato a ogni figura, funzionale al rinvio alla corrispondente espansione digitale4. Per l’itinerario sono state individuate tre tipologie di destinatari, identificate sulla base di parametri sociolinguistici diversificati5: un primo livello rivolto a un’utenza di ambito accademico, un secondo per un pubblico scolastico, e un terzo orientato a un’area più generalista, quali cittadini, turisti e parlanti italiano L2.  

Materiali di analisi per lo studio in oggetto sono costituiti dai testi dell’ultima sezione della seconda teca, dedicata a Firenze, e i pannelli relativi a Parigi, Roma e Venezia, anch’essi articolati internamente. In particolare, il gruppo di testi sarà indagato dal punto di vista della componente sintattica e lessicale per quanto concerne il primo livello di fruizione, a cui seguiranno delle considerazioni sulle riscritture operate in ottica di divulgazione per i non addetti ai lavori.

Questo perché la produzione testuale (di livello 1) creata per destinatari della comunità accademica, nello specifico dell’area umanistico-letteraria, è riconducibile a un testo specialistico, che segue «certe regole date dalla disciplina di riferimento, subito comprensibili agli addetti ai lavori»6. Come, infatti, ben specifica Cavagnoli, tra le caratteristiche di questi testi ci sono una «precisa definizione, che non permette interventi personali; un registro formale; una funzione referenziale»7. Del resto, i testi esplicativi riguardano oggetti-guida tratti dal patrimonio palazzeschiano (statue, dipinti, manoscritti, libri), e sono quindi del tutto paragonabili a quelli relativi alla descrizione di oggetti d’arte e quindi riconducibili all’universo delle lingue speciali8.

In questa sede, per lingua speciale9 ci si rifà e si integrano le definizioni di Cortelazzo e Berruto, che la classificano come «una varietà funzionale di una lingua naturale»10, «strettamente legata a determinate aree di impiego, caratterizzata da scelte lessicali e da formule sintattiche e testuali»11.



2. I fenomeni sintattici

Nel presente paragrafo si propone una prima ricognizione dei fenomeni sintattici individuati nei testi analizzati. Si precisa che la classificazione non ha carattere esaustivo, in quanto l’analisi, come affermato nell’introduzione, non è relativa al testo nella sua totalità.

Come già identificato da Gualdo, sulla scorta delle considerazioni operate da Sobrero, si riscontra a livello ipotattico un maggior impiego per «i costrutti con forme nominali o indefinite del verbo (participi, gerundi, infiniti)»12.

Si veda, tra gli esempi13, il ricorso a gerundi e participi:


(1) Venuti a mancare i genitori, svendute la casa in Piazza Beccaria e la villa di Settignano, Palazzeschi si trasferisce a Roma, in via dei Redentoristi, al n. 9.

 

(2) […] La prima va in scena al Teatro Comunale di Bologna il 5 gennaio: diretti da Guglielmo Morandi, fra gli attori figurano Mario Ferrari, Leo Garavaglia, Alberto Lupo, Cesare Polacco, Vittorio Sanipoli e Valeria Valeri.


(3) La novella racconta di una riunione notturna di pulci provenienti da ogni angolo del globo: intente a ragionare, fanno miglior figura rispetto a un buon numero di politici e rappresentanti umani.

 

(4) […] già nel 1915 (in una rubrica per la rivista «Lacerba» intitolata nientemeno che “Spazzatura”) aveva immaginato una versione tutta inedita della Creazione, sostituendo l’Uomo con la Pulce.


(5) In questi anni l’autore ha anche cambiato (non senza contraccolpi) le sue collaborazioni editoriali, abbandonando Vallecchi, stampando con Scheiwiller e Ricciardi, per poi arrivare a una collaborazione stabile con Mondadori, che è il primo a stampare un’edizione completa di tutti i suoi lavori (1957-1958).

 

(6) […] rovescia ancora una volta quei concetti di “normalità” e di “diversità” con cui siamo soliti leggere il mondo, dimostrando che non sono certo strumenti razionali e pacifici ma, anzi, armi pretestuose e violente, sintomo di una bestialità cattiva e perversa, fanatica.

 

(7) Ma nel patrimonio che l’autore ha lasciato all’Università di Firenze figurano, appunto, anche molte testimonianze che spiegano in altro modo il suo rapporto con la città, giocando soprattutto su una affinità artistica.

 

Questo fenomeno di condensazione sintattica14 è ritrovabile anche nel frequente ricorso alla nominalizzazione:

 

(8) […] ma solo dopo questa prova di autodeterminazione potrà andarsene in giro per il mondo, godendo di una nuova libertà15.

 

(9) Hanno senza dubbio avuto un ruolo importante le fortunate trasposizioni teatrali (1988 e 2016) e su pellicola.

 

(10) Fin dal primo soggiorno francese (marzo 1914) entra infatti in contatto con un ambiente ricco di stimoli e suggestioni, di ricerche e sperimentazione sui mezzi dell’arte e della letteratura.

 

(11) Esemplare la presentazione in pubblica piazza di Stefanino a opera del sindaco (operazione simile all’esposizione becera e messicanica con cui era costretto Perelà, l’omino di fumo.

 

(12) Nel racconto, Palazzeschi condensa atmosfera fiabesca, trasfigurazione animalesca, ironia, tragicommedia.

 

(13) Nel 1977 viene pubblicato il libro di versi Piazza della Libertà e altre poesie, che contiene riproduzioni fotografiche dei manoscritti di venti poesie (variamente datate, già pubblicate) e disegni di Mino Maccari.

 

Come già in (1), l’articolazione dei periodi vede spesso la frase principale in posizioni diverse da quella di apertura del blocco testuale:

 

(14) Di questo snodo nevralgico, in cui si sovrappongono felicità e tragedia, paura e sollievo […] resta traccia in tanti scritti palazzeschiani16.


(15) Del resto, nella vicenda del protagonista Celestino, cinquantenne che scopre una paternità tardiva e indiretta, sottoposta a fraintendimenti e atti di generosità piena, secondo la critica Palazzeschi ha tratteggiato un autoritratto onesto, ch’è segno del desiderio di rinnovamento e di una riscoperta straordinaria dell’amore per la vita.


O ancora, l’ordine dei costituenti non sempre rispetta quello canonico:

 

(16) Del legame, singolarmente intenso, con Boccioni (prematuramente scomparso nel 1916 durante un’esercitazione militare) e De Pisis, restano molte testimonianze sia nella biblioteca sia nell’archivio di Palazzeschi.

 

(17) E alle pulci, alla loro dignità di vita che può fare a gara con quella presuntuosa dell’uomo, evidentemente Palazzeschi doveva essere affezionato.

 

(18) A continuare la sua indagine su un mondo ora comico ora sofferente o penoso, su una vita fatta di contraddizioni, saranno i romanzi, come Il Doge (1967), Stefanino (1969) e Storia di un’amicizia (1971).

 

(19) Sia il richiamo civile, risvegliato anche dal sostegno alle proteste studentesche; sia la diffidenza verso forme anche latenti di ipocrisia, la voce del poeta ritorna a celebrare la vita in tutta la sua vivace policromia.

 

Gli esempi (4), (5), (13) e (16) dimostrano, inoltre, come nel gruppo di testi analizzato si sia riscontrato un largo utilizzo di incisi, siano essi tra virgole, parentesi o trattini, che a volte contengono vere e proprie frasi:

 

(20) Le sorelle Teresa e Carolina sono il simbolo di una Firenze semplice, ma anche e soprattutto di chi resta recluso ed emarginato in un ruolo sociale (imposto o scelto passivamente) ed è vittima di una prigionia permanente, di una rinuncia protratta alla vita. Certo, nessuna delle parti risulta idealmente “buona”: Remo, così sensualmente vitale e affamato del piacere di vivere, è in fondo un calcolatore attento, pronto ad approfittarsi del fascino che esercita sulle zie e di legami di convenienza (lo stesso matrimonio è un matrimonio economico) Teresa e Carolina, che hanno ostinatamente costruito una vita rispettabile nel culto del lavoro e del sacrificio, restano ottuse da una vita asfittica  e fatta di privazione (e di repressione di ogni passione), ma la loro dimensione caricaturale non impedisce al lettore di vedere la loro toccante umanità, che le rende vicine, comprensibili, simili a noi.

 

(21) […] mentre nel 1973, anno in cui per lo scrittore si moltiplicano in effetti i riconoscimenti e la conferma in alcune prestigiose giurie letterarie, riceve la Grand Aigle d’or de la Ville de Nice, al Festival International du Livre.

 

(22) Non gli è tuttavia indispensabile restare per forza attaccato al presente, alla storia recente, come invece propugnano le correnti letterarie predominanti in quegli anni (è l’epoca del neorealismo engagé, del resto).

 

(23) Sfortunato nelle vicende editoriali (dai tempi d’impaginazione alla qualità dei materiali utilizzati), riprende la formula del precedente Due imperi… mancati, in cui peraltro il richiamo alla responsabilità collettiva degli intellettuali era stato forte e diretto (pensando a D’Annunzio, Marinetti, Prezzolini, Serra, Papini, anche Ungaretti).

 

(24) Il romanzo (volutamente senza ambientazione storica e geografica precisa) vince il Premio Viareggio, a parimerito con Menzogna e sortilegio di Elsa Morante.

 

(25) La lettura delle novelle di Bestie del 900, dopotutto, accontenta ogni esigenza del pubblico, da una più rapida e istintiva a quella che sente di potervi trovare un insegnamento sui generis (l’invito a pensare, a considerare ogni forma di vita parte attiva e corresponsabile del mondo, a vedere tutto con pazienza e indulgenza), ma anche paralleli possibili, con altri testi e altri autori, persino a dipinti.

 

(26) Aldo Palazzeschi muore il 17 agosto 1974 all’ospedale Fatebenefratelli di Roma – la causa è la setticemia provocata da un ascesso dentario.


3. I fenomeni lessicali

A testimonianza di una specifica testualità, si osservano nei pannelli interessanti fenomeni lessicali17.
Ai fini dell’analisi, per i vocaboli sono stati presi in considerazione il loro valore semantico e le corrispondenti marche d’uso, non la classe grammaticale18.

Non stupisce ritrovare diversi tecnicismi19 appartenenti all’ambito letterario:

 

(27) Mentre l’autore ritrova spazio e forze per la poesia (senza dubbio interessante la poesia Piazza San Pietro, del 1945), continua a limare generi già sperimentati.

 

(28) Sono certamente anche anni drammatici e complessi, dacché20 coincidono con quelli del secondo conflitto mondiale.

 

(29) Cocò è il formidabile grammofono aligero.

 

(30) Per non parlare dello studio che l’autore dedicò nel 1946 alle pagine vivaci di Sul gatto, trattatello21 scientifico-morale di Giuseppe Rajberti, medico e letterato di spirito ironico, sicuramente affine al nostro.

 

Nell’esempio (29) si noti, inoltre, che il vocabolo grammofono appartiene al “Lessico Comune”, di cui si fa ampio ricorso all’interno del testo. Si veda, ad esempio:

 

(31) Teresa e Carolina, che hanno ostinatamente costruito una vita rispettabile nel culto del lavoro e del sacrificio, restano ottuse da una vita asfittica22 e fatta di privazione (e di repressione di ogni passione), ma la loro dimensione caricaturale non impedisce al lettore di vedere la loro toccante umanità, che le rende vicine, comprensibili, simili a noi.

 

(32) L’appartamento, al 5° piano di un palazzo storico di fine Ottocento, diventa un vero e proprio museo, in cui lo scrittore sistema e accresce una collezione variegata e preziosissima, di libri e cataloghi, di dipinti e manufatti.

 

(33) Del resto, nella vicenda del protagonista Celestino, cinquantenne che scopre una paternità tardiva e indiretta, sottoposta a fraintendimenti e atti di generosità piena, secondo la critica Palazzeschi ha tratteggiato un autoritratto onesto, ch’è segno del desiderio di rinnovamento e di una riscoperta straordinaria dell’amore per la vita.

 

(34) Si susseguono a strettissimo giro libri di prosa e di poesia, in una vera e propria carambola editoriale.

 

(35) Esemplare la presentazione in pubblica piazza di Stefanino a opera del sindaco (operazione simile all’esposizione becera e messianica23 cui era costretto Perelà, l’omino di fumo), durante la quale ribolle l’odio di tre megere che vorrebbero rappresentare la normalità, l’umanità, opposte alla (presunta) bestialità mostruosa del protagonista.

 

(36) La prima, nella poesia eponima24, Palazzeschi sceglie di affidarla a un elenco di parole scritte come a precipizio una dietro l’altra.

 

Ritornando ai vocaboli di uso tecnico-specialistico, se ne ritrovano relativi alla sfera dell’editoria:

 

(37) Sfortunato nelle vicende editoriali (dai tempi d’impaginazione alla qualità dei materiali utilizzati), riprende la formula del precedente Due imperi mancati.

 

(38) «Un inno alla speranza, alla vita»: così si poteva leggere sulla bandella della sopracoperta della prima edizione di Roma (Vallecchi, 1953)25.

 

(39) Il legame con la Francia continua e si rinsalda nel tempo. Nel 1966, per i tipi di Enrico Vallecchi, escono le 16 poesie di Schizzi italofrancesi26.

 

della tecnologia dell’informazione:

 

(40) Qui, la mano tarda di Palazzeschi si muove ancora leggera, con un garbo senile che irradia il testo di un’affabilità che è, al solito, densa di significato.

 

o a quella storico-filosofica:

 

(41) […] ma solo dopo questa prova di autodeterminazione potrà andarsene in giro per il mondo, godendo di una nuova libertà.

 

(42) «Salvare Cocò» è la preghiera-imperativo che Margherita Capello, donna bella e dalla «gloria canora» (p. 534) amante d’un convinto gerarca, ripete prima di partirsene da Roma, incalzata dai partigiani.



4. Esempi di riscrittura

Considerando, come specificato in apertura, che il progetto di ricerca cui questo articolo si inserisce mira a ricercare strategie di divulgazione per la fruizione dei testi, si considera necessario soffermarsi proprio sul significato di divulgazione.

Questa, infatti, non è da intendersi come un processo di semplificazione linguistica, bensì una «formulazione di un contenuto complesso e specialistico in maniera chiara e semplice, tale da renderlo accessibile al maggior numero possibile di parlanti, un ‘vasto pubblico’»27, configurandosi pertanto come un’operazione di rielaborazione e riorganizzazione dei contenuti28, che agisce sui livelli del lessico, della sintassi e di organizzazione testuale29.

Si propone, quindi, la riscrittura di una piccola parte del testo analizzato.  Sul piano lessicale si è intervenuti individuando soluzioni alternative a termini specialistici o appartenenti al “Lessico Comune”, privilegiando vocaboli riconducibili al “Vocabolario di base”; su quello sintattico, invece, si è privilegiato, ove possibile, il ricorso alla monoproporzionalità e alla paratassi, orientando la riscrittura verso l’esplicitazione dei rapporti logico-funzionali interfrasali.

Testo originale

Pubblico:

comunità accademica

Riscrittura 1

Pubblico:

comunità scolastica

Riscrittura 2

Pubblico: cittadini, turisti, parlanti italiano L2

Sono certamente anche anni drammatici e complessi, dacché coincidono con quelli del secondo conflitto mondiale. Di questo snodo nevralgico, in cui si sovrappongono felicità e tragedia, paura e sollievo («Quando gli Italiani si accorgeranno che cosa sia stato per loro questo governo, che piacque ai più, ai non intelligenti di cui il paese si compone quasi al completo, allora avranno un istante di lucidità, o la poca intelligenza, per loro immensa fortuna, li salverà anche da questo» scrive a Moretti il 7 agosto 1743), resta traccia in tanti scritti palazzeschiani. Alcuni sono apertamente di taglio storico, come Tre imperi… mancati. Cronache 1922-1945 (Vallecchi, 1945), altri invece traducono riflessioni sociali e umane, temi civili, nell’invenzione narrativa o fantastica, come accade in Bestie del 900 (1951) e nel romanzo Roma (1953).

Sono certamente anche anni drammatici e difficili, in quanto coincidono con il periodo del secondo conflitto mondiale. In questo momento complesso, felicità e sollievo si sovrappongono a paura e tragedia: di questo ne resta traccia in tanti scritti di Palazzeschi. Alcuni sono di taglio storico, come Tre imperi… mancati. Cronache 1922-1945 (Vallecchi, 1945), altri invece rielaborano riflessioni di tipo sociale e umano e temi civili, in opere di narrativa o fantasia, come accade in Bestie del 900 (1951) e nel romanzo Roma (1953).

Sono certamente anche anni difficili, perché è in corso la Seconda guerra mondiale (1940-1945). Palazzeschi lascia traccia di questi momentidrammatici nei suoi testi, come nell’opera di ispirazione storica Tre imperi… mancati. Cronache 1922-1945 (Vallecchi, 1945), nella raccolta di racconti Bestie del 900 (1951) e nel romanzo Roma (1953).

5. Conclusioni

L’obiettivo di questo contributo risiede nell’offrire un’analisi di tipo sintattico e lessicale su testi di pannelli esplicativi predisposti per il percorso espositivo del Centro Studi Aldo Palazzeschi.

L’indagine condotta ha permesso di individuare una serie di tratti ricorrenti che concorrono a definire una “fisionomia linguistica” per il materiale esaminato. Questi elementi, di natura sintattica e lessicale, si collocano all’interno di fenomeni già individuati per le cosiddette lingue speciali, intese come varietà linguistiche accessibili a una comunità di parlanti circoscritta, in possesso di specifiche conoscenze che ne consentono una piena comprensione. In questo senso, infatti, i pannelli si configurano come testi specialistici.

In una prospettiva divulgativa, l’analisi rende evidente la necessità di intervenire sui testi, differenziandoli anche linguisticamente in funzione di pubblici diversificati, operando secondo criteri di chiarezza e comprensibilità del testo, senza che questo implichi una semplificazione riduttiva del contenuto. La rielaborazione del materiale espositivo, come si evince dall’esempio di riscrittura proposta, richiede piuttosto un lavoro che coinvolge la prospettiva lessicale, sintattica e di organizzazione testuale.

Il contributo, quindi, intende confermare l’importanza di un approccio linguistico consapevole nella progettazione di materiali espositivi e la necessità di una differenziazione in base a parametri sociolinguistici, come previsto all’interno del progetto A.L.D.O (Augmented Literature as a Disclosure Observatory) ricorrendo alle strategie di impiego della realtà aumentata previste dal gruppo fiorentino della Spoke 4 del PE5 del PNRR.

Note
  • 1

    L’articolo rientra nell’attività di disseminazione del «Progetto PE 0000020 CHANGES, CUP B53C22003780006, PNRR Missione 4 Componente 2 Investimento 1.3, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU».

  • 2

    Sul percorso espositivo si veda il contributo di Martina Romanelli in questo stesso numero di «DILEF».

  • 3

    Per informazioni generali sul progetto dello Spoke si rimanda al paragrafo introduttivo del contributo di Marco Biffi e Kevin De Vecchis in questo stesso numero di «DILEF».

  • 4

    Per considerazioni sulla Realtà aumentata cfr. Furferi et al.2024, e Biffi-De Vecchis in questo stesso numero di «DILEF».

  • 5

    Cfr. ivi.

  • 6

    Cavagnoli 2007 p. 34.

  • 7

    Ivi, p. 35.

  • 8

    Cfr. Biffi 2010.

  • 9

    Non si analizza, in questa sede, la problematica questione relativa alle nozioni di lingua/linguaggio settoriale/specialistico. Per approfondimenti cfr. Sobrero 1993 pp. 238-39, Cortelazzo 1994 p. 8, Berruto 2018 p. 178, Gualdo-Telve 2021, pp. 17-21. Si veda, anche Marano 2026 pp. 4-5.

  • 10

    Cortelazzo 1994 p. 8.

  • 11

    Berruto 2018 p. 178.

  • 12

    Gualdo-Telve 2021 p. 120.

  • 13

    Gli esempi sono riportati come ritrovati nei pannelli. I corsivi sono a cura di chi scrive.

  • 14

    Cfr. Cortelazzo 1994 p. 18.

  • 15

    In questo esempio ritroviamo anche l’utilizzo del gerundio per introdurre la proposizione subordinata.

  • 16

    Si noti, qui, anche l’utilizzo dell’inciso tra virgole.

  • 17

    Per approfondimenti e considerazioni di natura lessicale su materiali che presentano la stessa specifica testualità, cfr. Biffi-Marano-Sanna 2026, pp. 324-30.

  • 18

    Per questo contributo, fondamentale si è rilevato il Nuovo De Mauro (versione ridotta e in parte aggiornata negli anni del Grande Dizionario Italiano dell’Uso (GRADIT) di Tullio de Mauro), disponibile in rete nel sito della rivista “Internazionale” (https://dizionario.internazionale.it/). A una consultazione sistematica del Nuovo De Mauro, per tutti i vocaboli è seguita una verifica nella Stazione di ricerca lessicografica del VoDIM (Vocabolario Dinamico dell’Italiano) - consultabile all’indirizzo (o dalla sezione “Scaffali digitali” del sito dell’Accademia della Crusca ), che consente l’accesso integrato a vari dizionari storici e dell’uso.

  • 19

    Per un inquadramento complessivo sui tecnicismi, si rimanda a Telve 2024.

  • 20

    Come specificato nel Nuovo De Mauro, la congiunzione, se impiegata come tecnicismo di tipo letterario, assume un valore causale, non quello temporale.

  • 21

    Il vocabolo trattatello non è attestato come voce autonoma all’interno del Nuovo De Mauro. A seguito di una ricerca all’interno della Stazione lessicografica VoDIM si riscontrano occorrenze all’interno del Tommaseo-Bellini e del GDLI.

  • 22

    L’aggettivo, come conferma il Nuovo De Mauro è da intendersi nel suo significato figurato, quindi come “priva di possibilità di miglioramento”.

  • 23

    Come in 22, anche qui si fa riferimento al significato figurato.

  • 24

    Il vocabolo eponimo compare nel Nuovo De Mauro come termine specialistico di ambito storico. È qui utilizzato come significato esteso, come segnalato nel GDLI. Interessante notare che il lemma non è attestato né all’interno del Tommaseo-Bellini, né nel Vocabolario degli Accademici della Crusca.

  • 25

    Del resto, anche nel Nuovo De Mauro alla voce bandella si rimanda comunque a un altro termine tecnico-specialistico relativo al settore editoriale come risvolto. Per sopracoperta non si ritrovano attestazioni nel Nuovo De Mauro, ma grazie alla Stazione lessicografica VoDIM si riscontrano occorrenze nel GDLI (che per tale voce rimanda a sopaccoperta, riferibile anch’esso a un contesto editoriale), in CoLIWeb (Corpus della Lingua Italiana nel Web), banca dati del VoDIM e LIS (Lessico dell’italiano scritto).

  • 26

    Il Nuovo De Mauro riporta il lemma tipo nella sua accezione di termine tecnico-specialistico, precisando che in questo senso il vocabolo sia utilizzato specialmente al plurale, come lo si ritrova nel nostro testo.

  • 27

    Berruto 2020 p. 58.

  • 28

    Il piano testuale è infatti quello che più distingue le lingue speciali rispetto alla lingua di uso comune (Cortelazzo 1994 p. 19).

  • 29

    Per approfondimenti sul tema cfr. Marano 2026.

Bibliografia
  • Berruto 2020 = Gaetano Berruto, Su qualche aspetto sociolinguistico della divulgazione, in La linguistica della divulgazione, la divulgazione della linguistica, Atti del IV Convegno Interannuale SLI (Bologna, 14-15 giugno 2018), a cura di Nicola Grandi e Francesca Masini, Milano, Officinaventuno, pp. 57-77.

  • Biffi 2010 = Marco Biffi, Lingua dell’arte e critica d’arte, in Enciclopedia dell’Italiano, vol. I, pp. 106-108, URL:
    <https://www.treccani.it/enciclopedia/arte-e-critica-d-arte-lingua-dell_(Enciclopedia-dell'Italiano)/>.

  • Biffi-Marano-Sanna 2025 = Marco Biffi – Luca Marano – Ilenia Sanna, Contenuti museali “aumentati”. Proposte per una riscrittura di testi differenziati in funzione di parametri sociolinguistici, «Italiano LinguaDue», 17, 2, 2025, “Quaderni di Italiano LinguaDue”, 7 (Atti del Convegno “Il “Dizionario dell’Italiano Accademico” (DIA) a confronto con altri progetti”, Università per Stranieri di Siena, 9-10 gennaio 2025), pp. 321-333, URL:
    <https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/30552>

  • Cavagnoli 2007 = Stefania Cavagnoli, La comunicazione specialistica, Roma, Carocci.

  • Cortelazzo 1994 = Michele A. Cortelazzo, Lingue speciali. La dimensione verticale, Padova, Unipress.

  • Dardano 1994 = Maurizio Dardano, I linguaggi scientifici, in Storia della lingua italiana, a cura di Luca Serianni e Pietro Trifone, vol. II, Scritto e Parlato, Torino, Einaudi, pp. 497-551.

  • De Mauro 1994 = Tullio De Mauro, Linguaggi scientifici, in Studi sul trattamento linguistico dell’informazione scientifica, a cura di Tullio De Mauro, Roma, Bulzoni, pp. 309-325.

  • Furferi et al.2024 = Rocco Furferi, Luca Di Angelo, Marco Bertini, Paolo Mazzanti, Kevin De Vecchis, Marco Biffi, Enhancing traditional museum fruition: current state and emerging tendencies, in «Heritage Science», XII, 20, pp. 1-38.

  • GDLI = Grande dizionario della lingua italiana, di Salvatore Battaglia (poi diretto da Giorgio Bàrberi Squarotti), Torino, UTET, 1961-2002, 21 voll.; con Supplemento 2004 e Supplemento 2009, diretti da Edoardo Sanguineti, Torino, UTET, 2004 e 2008, e Indice degli autori citati nei volumi I-XXI e nel Supplemento 2004, a cura di Giovanni Ronco, Torino, UTET, 2004 (ora anche in versione elettronica in rete, per cura dell’Accademia della Crusca: <http://ww.gdli.it>).

  • Gualdo-Telve 2021 = Riccardo Gualdo - Stefano Telve, Linguaggi specialistici dell’italiano, Roma, Carocci [prima ed. 2012].

  • Marano 2026 = Luca Marano, Pannelli museali, realtà aumentata e divulgazione: osservazioni sintattiche e testuali, in «Studi di grammatica italiana», 2026, in corso di stampa.

  • Sobrero 1993 = Lingue speciali, in Introduzione all’italiano contemporaneo. La variazione e gli usi, Roma-Bari, Laterza, pp. 237-277.

  • Telve 2024 = Stefano Telve, Tecnicismi dell’italiano, Firenze, Cesati (Italiano d’oggi, 18).

  • Tommaseo-Bellini = Dizionario della lingua italiana, nuovamente compilato da Nicolò Tommaseo e Cav. Professore Bernardo Bellini; con oltre centomila giunte ai precedenti dizionarii raccolte da Nicolò Tommaseo, Gius. Campi, Gius. Meini, Pietro Fanfani e da molti altri distinti Filologi e Scienziati; corredato di un discorso preliminare dello stesso Nicolò Tommaseo, Torino, della Società l’Unione tipografico-editrice, 1861-1879, 4 voll. (ora anche in versione elettronica in rete, per cura di Zanichelli e Accademia della Crusca: <http://www.tommaseobellini.it>).

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